Un nuovo bambino proveniente da Gaza è stato accolto a Verona nell’ambito dei programmi di evacuazione sanitaria internazionale coordinati dalla Protezione civile. Il giovane paziente, 12 anni, è arrivato in Italia intorno alle 00.15 della notte tra lunedì 9 e martedì 10, atterrando all’aeroporto di Milano Linate, per poi essere trasferito all’ospedale di Borgo Trento.
Il trasporto verso Verona è stato effettuato dal Suem 118, che ha accompagnato il ragazzino e la sua famiglia – mamma, papà e fratello – fino al Pronto soccorso pediatrico, dove il primo accesso è avvenuto alle 2.15 della notte. La gestione dell’accoglienza sanitaria è stata immediata e coordinata, grazie a una macchina organizzativa già collaudata per questo tipo di interventi umanitari.
Le condizioni cliniche del giovane paziente
All’arrivo in ospedale, il bambino è stato valutato dall’équipe del Pronto soccorso pediatrico, diretto dal dottor Pierantonio Santuz. Le verifiche iniziali hanno escluso la presenza di condizioni di emergenza immediata. Il paziente, infatti, è risultato in buone condizioni fisiche e cliniche, vigile e non agitato.
Nel corso della mattinata successiva, il dodicenne è stato preso in carico dall’Uoc di Neuropsichiatria infantile, diretta dalla professoressa Francesca Darra. Gli specialisti hanno avviato un percorso di accertamenti diagnostici approfonditi, in quanto il sospetto clinico riguarda una epilessia farmaco-resistente, una forma complessa che non risponde alle terapie tradizionali.
Attualmente il bambino è ricoverato con il padre al suo fianco, mentre il resto della famiglia è stato accolto in altre strutture di supporto sul territorio.
Un percorso sanitario altamente specialistico
Secondo quanto riferito dai medici, la patologia neurologica potrebbe essere stata scatenata da un evento infettivo-infiammatorio, come una encefalite, contratta in precedenza. Un’infezione risalente ad aprile 2024 rappresenterebbe un possibile fattore scatenante, ma l’origine esatta del disturbo è ancora oggetto di valutazione clinica.
Il percorso che attende il giovane paziente è principalmente diagnostico, con l’obiettivo di chiarire le cause della malattia e definire un approccio terapeutico più efficace. Si tratta di trattamenti altamente specialistici, che richiedono competenze multidisciplinari e tecnologie avanzate.
Verona punto di riferimento per l’accoglienza sanitaria
Il bambino arrivato nella notte si aggiunge ad altri minori provenienti da Gaza già curati a Verona nei mesi scorsi. Due piccoli pazienti erano giunti a novembre, mentre quattro bambini tra giugno e agosto erano stati ricoverati e assistiti all’ospedale della donna e del bambino di Borgo Trento.
Ad oggi, sono sette in totale i bambini e adolescenti provenienti dalle aree di guerra che sono stati curati negli ospedali veronesi, su indicazione della Cross di Pistoia, la Centrale operativa nazionale della Protezione civile per il soccorso sanitario. Tutti gli altri pazienti sono già stati dimessi; per alcuni proseguono le cure a domicilio, con un costante follow up ospedaliero.
Le testimonianze dei responsabili sanitari
Adriano Valerio, direttore del Suem 118 di Verona, ha sottolineato la rapidità dell’intervento: “La proposta di accogliere il paziente è arrivata dalla Cross di Pistoia e ci siamo subito mobilitati. Siamo ormai rodati per questo tipo di operazioni e abbiamo attivato ambulanza, automedica e personale per il trasferimento da Linate”.
Il dottor Pierantonio Santuz, direttore del Pronto soccorso pediatrico, ha spiegato che “la priorità all’arrivo è stata verificare l’eventuale presenza di urgenze, ma il ragazzino è giunto in buone condizioni generali. Al momento non sono emerse emergenze cliniche”.
La professoressa Francesca Darra, direttrice della Neuropsichiatria infantile, ha evidenziato la complessità del caso: “È il secondo paziente proveniente da zone di guerra seguito dal nostro reparto. Il bambino presenta una problematica neurologica severa che richiederà un percorso diagnostico accurato e terapie altamente specialistiche”.
Un impegno che prosegue
L’accoglienza del dodicenne conferma il ruolo di Verona come centro di riferimento nazionale per la cura di minori provenienti da contesti di guerra, grazie a una rete sanitaria integrata, alla collaborazione con la Protezione civile e a un approccio che unisce competenza clinica e assistenza umanitaria.