Sette mamme su dieci allattano usando lo smartphone: allarme sull’impatto precoce del digitale

Educatori e pediatri segnalano rischi relazionali, cognitivi e psicologici per neonati e bambini da 0 a 3 anni. Cresce l’attenzione sul fenomeno anche nel Veronese

L’uso degli smartphone durante l’allattamento e, più in generale, l’esposizione precoce dei bambini agli schermi digitali sta assumendo dimensioni sempre più rilevanti, al punto da sollevare un allarme tra operatori sanitari ed educativi. Secondo dati nazionali, circa il 70% delle mamme utilizza il cellulare mentre allatta, una pratica ormai diffusa che rischia di compromettere un momento considerato cruciale per la relazione madre-figlio.

Il dato, pur riferito al contesto nazionale, è ritenuto pienamente trasferibile anche al territorio veronese, come confermato da Paolo Dalla Vecchia, educatore professionale del servizio educativo territoriale del Distretto 4 Ovest Veronese dell’Ulss 9 Scaligera. L’esperto sottolinea come l’allattamento non sia soltanto un atto nutrizionale, ma un’esperienza relazionale fondamentale per lo sviluppo del neonato.

Il contatto visivo, la presenza emotiva e la sintonizzazione affettiva tra madre e bambino rappresentano elementi essenziali nei primi mesi di vita. L’uso dello smartphone durante questi momenti, invece, riduce l’attenzione reciproca e interrompe quel dialogo silenzioso fatto di sguardi, gesti e riconoscimento emotivo. Una perdita che, secondo gli specialisti, può avere ripercussioni sullo sviluppo psicologico del piccolo.

L’allattamento con il cellulare è solo una delle pratiche considerate a rischio. Sempre più spesso gli schermi digitali vengono utilizzati come strumenti di contenimento, per tenere tranquilli i bambini in contesti pubblici o durante i pasti. È ormai frequente vedere bimbi molto piccoli lasciati davanti a smartphone o tablet in pizzeria o al ristorante, mentre mangiano senza quasi accorgersi del cibo.

Questa abitudine, spiegano gli esperti, priva i bambini di importanti esperienze sensoriali, fondamentali per la costruzione del rapporto con l’alimentazione. Mangiare non è solo nutrirsi, ma anche esplorare consistenze, sapori, odori e condividere un momento sociale. L’intermediazione costante dello schermo rischia di alterare questo processo.

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda le reazioni emotive dei più piccoli. Nei bambini molto piccoli può manifestarsi una vera e propria reazione di tipo compulsivo quando il dispositivo digitale viene tolto. Alcuni episodi documentati mostrano neonati fortemente attratti dalla luce dello schermo, che reagiscono con pianti intensi e agitazione alla sua rimozione, comportamenti che gli specialisti descrivono come simili a crisi di astinenza.

Gli operatori sanitari chiariscono che non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di promuovere un uso consapevole e adeguato all’età. L’impiego dello smartphone come “baby sitter elettronica” viene considerato una scorciatoia che, nel lungo periodo, può presentare un costo elevato per lo sviluppo dei bambini, sotto diversi punti di vista.

I rischi individuati dalla letteratura scientifica e dall’esperienza clinica sono numerosi. Tra questi figurano l’aumento della sedentarietà e del rischio di obesità, problemi alla vista e all’udito, disturbi dell’attenzione e della concentrazione, ritardi nello sviluppo del linguaggio, maggiore irritabilità e difficoltà nella regolazione emotiva. Vengono segnalate anche ricadute sul benessere personale e sulle competenze sociali.

Alcuni studi evidenziano inoltre una possibile correlazione tra l’abuso di dispositivi digitali nella prima infanzia e una maggiore predisposizione futura al gioco d’azzardo patologico, rafforzando la necessità di intervenire precocemente sul piano educativo.

Proprio per affrontare questo tema complesso è stato organizzato un seminario gratuito dedicato all’educazione digitale nella prima infanzia, in programma a Costermano. L’incontro, intitolato “Educazione digitale – L’impatto del digitale nella crescita dei piccoli da 0 a 3 anni”, ha già registrato un’elevata partecipazione, con oltre 70 preiscrizioni, segno di un’attenzione crescente da parte dei genitori.

All’evento partecipano professionisti dell’Ulss 9, pediatri ed esperti di pedagogia digitale, con l’obiettivo di fornire strumenti pratici alle famiglie per affrontare le sfide quotidiane legate all’uso del digitale. L’iniziativa rientra nel progetto “Piccoli passi, grandi impatti”, promosso da Ulss 9 e Fondazione Enac con il sostegno di fondi europei regionali.

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