Il mistero della scomparsa e il messaggio criptico
Il quattordicenne di San Giovanni Lupatoto era scomparso il 12 gennaio, dopo aver inviato un messaggio ai suoi amici in cui scriveva di voler andare a Milano e in Svizzera per “fare i soldi facili”. Alle compagne di scuola, incontrate alla stazione di Verona Porta Nuova, aveva detto di voler visitare una fidanzata a Milano. Tuttavia, quello che è accaduto nei successivi nove giorni è rimasto un mistero.
Quando è stato ritrovato, il ragazzo indossava gli stessi abiti e le stesse scarpe con cui era partito, ma le scarpe erano ormai consunte e usurate. Il suo cellulare è stato trovato addosso a un uomo di origine maghrebina, un 33enne con precedenti, irregolare in Italia.
Nel corso di questi giorni, il giovane è stato avvistato in vari punti di Milano e anche coinvolto in un furto. Il 15 gennaio è stato visto insieme ad altri ragazzi, disturbando i passeggeri sul tram numero 19. Pochi giorni dopo, il 20 gennaio, è stato fermato in un supermercato mentre cercava di rubare generi alimentari, ma è stato lasciato andare. Solo successivamente il personale del supermercato ha avvisato le forze dell’ordine, ipotizzando che fosse il ragazzo scomparso.
Il ritrovamento a Milano e l’indagine in corso
Il 21 gennaio, il giovane è stato notato da un operatore di una Casa di comunità a Milano, che ha allertato il 112 dopo aver riconosciuto il ragazzo come un minore non accompagnato. Dopo un rapido intervento delle forze dell’ordine, il ragazzo è stato recuperato e portato in questura.
In buone condizioni di salute, seppur stanco, ha dichiarato di essere stato da solo per tutto il periodo e di aver dormito dove capitava. In questura, ha mangiato una pizza e ha risposto alle domande del PM Mauro Leo Tenaglia, con l’assistenza di uno psicologo. Dopo l’interrogatorio, ha finalmente riabbracciato la madre, che aveva lanciato appelli di disperazione per giorni.
Le indagini e il coinvolgimento di terzi
L’operazione delle forze dell’ordine ha coinvolto anche l’analisi delle telecamere di sorveglianza presso le stazioni di Verona Porta Nuova e Milano Centrale, che hanno permesso di ricostruire i suoi spostamenti fino a un certo punto. Dopo aver disattivato la sua SIM, però, è arrivato un blackout nelle indagini. Inoltre, il ragazzo aveva cercato informazioni su come creare account falsi e metodi per evitare di essere rintracciato.
Questi movimenti sospetti suggeriscono che il giovane volesse far perdere le sue tracce, ma chi lo abbia aiutato, se qualcuno lo abbia fatto, rimane una domanda aperta. Le forze dell’ordine continuano a indagare, e se dovesse emergere il coinvolgimento di qualcuno, potrebbero esserci sviluppi nelle prossime ore.
La svolta: il cellulare e l’arresto dello straniero
Il 20 gennaio, la svolta è arrivata quando i carabinieri hanno fermato un uomo di origine maghrebina in un complesso residenziale di Milano, trovando il cellulare del ragazzo in suo possesso. Nonostante l’uomo abbia fornito versioni contrastanti sul possesso del telefono, è stato denunciato per ricettazione. Le indagini su questo aspetto proseguono.
Ritrovamento e la fine dell’incubo
Il ritorno del ragazzo a casa ha segnato la fine di un lungo incubo per la sua famiglia e per la comunità di San Giovanni Lupatoto. Sebbene sia stato ritrovato in buone condizioni fisiche, le domande su come sia riuscito a sopravvivere in città sconosciute con pochi soldi rimangono senza risposta. Le forze dell’ordine continueranno a indagare per chiarire tutti i dettagli della sua scomparsa e la possibile complicità di altre persone.