Verona si prepara a rendere omaggio a una delle figure più influenti della storia della musica del Novecento. Nel 2026 ricorre il centenario della nascita di Miles Davis, trombettista e compositore statunitense capace di ridefinire più volte i confini del jazz, influenzando generazioni di musicisti e lasciando un’impronta indelebile anche sulla musica popolare contemporanea. Per celebrare questa ricorrenza, il Teatro Camploy ospita l’undicesima edizione di “Città del Jazz”, rassegna che da gennaio a maggio porterà sul palco il grande jazz internazionale.
L’iniziativa si inserisce nel cartellone culturale “Verona – L’Altra Musica” ed è il risultato della collaborazione tra la Big Band Ritmo Sinfonica Città di Verona e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Verona, confermando il ruolo della città come punto di riferimento per la diffusione e la valorizzazione del linguaggio jazzistico.
Miles Davis, un secolo di rivoluzioni musicali
Intitolata “Miles Davis. Un Secolo di Jazz”, l’edizione 2026 della rassegna propone un percorso articolato attraverso le molteplici fasi creative del musicista nato ad Alton, nell’Illinois. Miles Davis non è stato solo un interprete, ma un innovatore radicale, capace di anticipare i tempi e di circondarsi di talenti destinati a diventare leggende.
Il programma, curato dal direttore artistico Marco Pasetto, si pone l’obiettivo di raccontare questa straordinaria evoluzione artistica, attraversando le principali stagioni della sua carriera. Dal bebop delle origini al cool jazz, passando per le esperienze hard bop e modal, fino ad arrivare alle sperimentazioni elettriche e al jazz-rock, ogni appuntamento sarà dedicato a un capitolo specifico di una produzione musicale che ha cambiato per sempre il volto del jazz.
Cinque serate tra storia, reinterpretazione e nuove generazioni
Il cartellone di Città del Jazz 2026 si articola in cinque serate a ingresso libero, tutte con inizio alle ore 21, pensate per accompagnare il pubblico in un vero e proprio viaggio musicale. A presentare gli appuntamenti sarà Sandro Avesani, voce storica della divulgazione jazzistica veronese.
Il primo concerto è in programma il 15 gennaio, con il Miles Mood Quartet, che aprirà la rassegna proponendo riletture raffinate del repertorio davisiano grazie alle interpretazioni di David Boato e Ivan Farmakovskiy. Un avvio che mette subito in luce l’eleganza e la profondità espressiva del linguaggio di Miles Davis.
L’11 febbraio si farà un salto indietro negli anni Cinquanta con “Miles in the Fifties”, un omaggio al periodo che ha consacrato Davis sulla scena internazionale. Protagonisti della serata saranno il pianismo di Danilo Memoli e la tromba di Kurt Weiss, chiamati a restituire le atmosfere di un’epoca fondamentale per l’evoluzione del jazz moderno.
Il terzo appuntamento, fissato per il 17 marzo, sarà dedicato alle celebri “Prestige Sessions”, una delle fasi più intense e prolifiche della carriera del musicista americano. Sul palco saliranno il trio di Andrea Tarozzi e Gianluca Carollo, per un’esplorazione sonora che richiama le incisioni storiche realizzate per l’etichetta Prestige.
L’evento centrale e il gran finale
L’8 aprile rappresenterà uno dei momenti clou dell’intera rassegna. La serata vedrà infatti protagonista l’All Miles Quartet, affiancato dalla Big Band Ritmo Sinfonica Città di Verona. Un evento speciale che unirà la dimensione cameristica del quartetto alla potenza espressiva di una grande formazione orchestrale, offrendo una lettura ampia e coinvolgente dell’eredità musicale di Miles Davis.
Il 7 maggio sarà invece dedicato al futuro del jazz. Il gran finale della rassegna metterà al centro le nuove generazioni, con la partecipazione della Scuola di Jazz e del Kind of Blue Collective. Un chiaro richiamo a uno degli album più celebri della storia della musica, simbolo di come l’eredità di Davis continui a ispirare giovani musicisti e nuovi linguaggi.
Verona e il jazz, un legame consolidato
Con questa edizione speciale, Verona rafforza il proprio legame con il jazz, proponendo una rassegna che unisce divulgazione, qualità artistica e accessibilità. L’ingresso libero a tutti gli appuntamenti conferma la volontà di avvicinare un pubblico ampio, offrendo occasioni di ascolto e approfondimento dedicate a uno dei più grandi protagonisti della musica del Novecento.
Città del Jazz 2026 si presenta così come un tributo completo e articolato, capace di raccontare Miles Davis non solo come musicista, ma come figura centrale della cultura contemporanea.