La Procura della Repubblica di Verona ha avviato un’indagine esplorativa sulla procedura concorsuale che ha portato, nel 2023, alla nomina a professore ordinario di otorinolaringoiatria del 33enne Riccardo Nocini, figlio dell’ex rettore dell’Università di Verona Pier Francesco Nocini.
Il concorso, bandito dal Dipartimento di Scienze chirurgiche, odontostomatologiche e materno-infantili, ha sollevato dubbi di legittimità e opportunità, attirando l’attenzione pubblica e istituzionale anche in considerazione del fatto che Nocini jr. era l’unico candidato e che il dipartimento era stato diretto proprio dal padre.
L’Università di Verona avvia verifiche e collabora con la magistratura
L’ateneo veronese, guidato dalla rettrice Chiara Leardini, ha annunciato di aver avviato ulteriori controlli interni, oltre a quelli già previsti dalle procedure formali. In un comunicato ufficiale, l’università ha sottolineato il proprio impegno per la trasparenza e la tutela della reputazione accademica, affermando di collaborare con i magistrati nel rispetto del massimo riserbo.
“Stiamo verificando ogni aspetto, mossi da senso di responsabilità istituzionale” si legge nella nota dell’università. L’ateneo ha inoltre dichiarato che comunicherà tempestivamente eventuali nuovi sviluppi, confermando la disponibilità a condividere la documentazione con le autorità competenti.
Crisanti: “Un bando ad personam. Serve chiarezza”
Sul caso è intervenuto anche il senatore del Partito Democratico Andrea Crisanti, microbiologo ed ex direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’Università di Padova. Come preannunciato, ha presentato un’interrogazione parlamentare indirizzata alla ministra dell’Università Anna Maria Bernini.
“È l’ennesimo caso di bando cucito su misura – ha dichiarato Crisanti – Non possiamo più tollerare questo tipo di malcostume accademico”. Il senatore ha chiesto verifiche sui requisiti di compatibilità tra padre e figlio e sulla paternità scientifica degli articoli pubblicati da Riccardo Nocini, che risultano essere 242.
Oltre a ciò, Crisanti ha richiesto l’invio di ispettori ministeriali presso l’ateneo e la sospensione precauzionale della nomina, in attesa degli accertamenti.
Verso una proposta di legge per riformare i concorsi pubblici
Il senatore ha annunciato inoltre l’intenzione di presentare un disegno di legge per rivedere le procedure concorsuali nella pubblica amministrazione, in particolare nel settore accademico.
“Questo caso è solo la punta di un iceberg. È necessario un intervento strutturale” ha concluso Crisanti, promettendo un impegno politico sistematico per garantire merito, trasparenza e imparzialità nella selezione pubblica.
Se un professore fa queste monate siamo al cane: politici disonesti, magistrati da vergogna, professori ingiusti e si lamentano se noi saltiamo qualche euro di tasse: ma andate a ….
Che figura !