Venti ibis scarlatti provenienti dal Gaia Zoo di Kerkrade, nei Paesi Bassi, sono stati trasferiti al Parco Natura Viva di Bussolengo (Verona) per far compagnia a Rojo, esemplare maschio rimasto solo dopo la scomparsa della sua compagna storica, avvenuta a settembre. Nel giro di un mese, la struttura ha accolto il gruppo di nuovi arrivati per garantire al volatile una vita sociale ricca e stimolante, compatibile con la natura gregaria della specie.
Gli uccelli hanno trovato casa in una nuova voliera “a doppio piano” di oltre 200 metri quadrati, ideata per ricreare un ambiente il più simile possibile a quello naturale. L’area è composta da pozze d’acqua, zone umide, alberi e fronde dove gli ibis possono spostarsi in libertà sia a terra che in altezza. Il gruppo, uno dei più numerosi in Italia, rappresenta un importante contributo alla conservazione della specie, che vive nelle zone costiere del Sud America orientale ed è classificata nella lista rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn).
Durante i primi giorni, i ventuno esemplari hanno preferito restare tra i rami, osservando il nuovo ambiente dall’alto prima di esplorare le aree a terra. Il team del parco spera che il gruppo si ambienti rapidamente anche nella “nursery” predisposta per la nidificazione, dove gli uccelli potranno deporre le uova e allevare i pulcini, contribuendo così alla riproduzione della specie.
Secondo Caterina Spiezio, responsabile Ricerca della Fondazione Zoom, il pericolo principale per l’ibis scarlatto è la progressiva distruzione del suo habitat, che comprende mangrovie, lagune, paludi salmastre ed estuari. L’areale della specie si estende da Trinidad e Tobago fino al sud del Brasile, e in molte aree è minacciato dall’espansione antropica e dalla crisi climatica. Questi ambienti umidi, vitali per la sopravvivenza della specie, permettono agli ibis di alimentarsi, nidificare e mantenere il proprio comportamento sociale, caratterizzato da una forte coesione di gruppo.
Il parco Natura Viva si conferma così un centro attivo per la conservazione delle specie a rischio, non solo offrendo un rifugio a Rojo, ma anche rafforzando un progetto più ampio che coinvolge realtà internazionali. L’obiettivo non è solo offrire una nuova casa agli animali, ma sensibilizzare il pubblico sulla fragilità degli ecosistemi umidi, tra i più minacciati al mondo.
In previsione dell’inverno, i ventuno ibis potranno accedere anche a reparti interni riscaldati, garantendo loro benessere e continuità nella socializzazione anche nei mesi freddi. Il loro arrivo rappresenta un segnale positivo per la tutela della biodiversità e una nuova tappa nel percorso del parco veronese come polo di educazione ambientale e ricerca.