Verona si afferma tra le dieci province italiane con il più alto valore aggiunto, confermando la propria solidità economica in un contesto nazionale in continua evoluzione. Nel 2024 la provincia ha generato 35,4 miliardi di euro di ricchezza, pari all’1,8% del totale nazionale e al 19,6% del valore regionale del Veneto. A fotografare questa performance è l’ultima analisi della Camera di Commercio di Verona, realizzata con i dati del Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere.
L’incremento rispetto all’anno precedente è stato dell’1,7%, superiore alla crescita media del Veneto (+1,2%), ma leggermente al di sotto del dato nazionale (+2,1%). Un risultato che consolida la decima posizione assoluta tra tutte le province italiane, segno della competitività e della capacità del territorio scaligero di continuare a produrre valore.
Ricchezza pro-capite sopra la media nazionale e regionale
Al netto dei numeri assoluti, anche il valore aggiunto pro-capite rafforza la posizione di Verona. Nel 2024 è stato calcolato in oltre 38.000 euro per abitante, con una crescita dell’1,5% sull’anno precedente e un posizionamento al 15° posto tra le province italiane.
Un dato significativo, se confrontato con la media nazionale (33.347,99 euro) e con quella regionale (37.156,11 euro). Questo significa che Verona non solo produce molto, ma distribuisce anche un livello medio di ricchezza tra i più elevati del paese, elemento che evidenzia una buona tenuta del potere d’acquisto sul territorio.
Un’economia fondata sui servizi, ma ben diversificata
L’analisi settoriale fornita dallo studio della Camera di Commercio evidenzia la centralità del terziario nell’economia veronese. I servizi e il commercio generano il 70% del valore aggiunto, a conferma della vocazione di Verona come snodo logistico, turistico e commerciale a livello regionale e nazionale.
Segue l’industria, che incide per il 20% e continua a rappresentare un motore fondamentale per l’occupazione e l’export, soprattutto nei comparti meccanico, agroalimentare e manifatturiero. Le costruzioni pesano per il 6%, mentre l’agricoltura contribuisce con il 4%, sottolineando una struttura economica variegata e resiliente.
Questa diversificazione settoriale si rivela un punto di forza: consente infatti al territorio di affrontare le oscillazioni dei mercati con maggiore stabilità, evitando di dipendere da un solo comparto economico.
Un territorio competitivo e in crescita
Con un’economia ben strutturata, un buon equilibrio tra settori produttivi e una ricchezza pro-capite sopra le medie nazionali, Verona si conferma un punto di riferimento nel Nord Est. Il territorio, già noto per la sua forza turistica, l’attrattività logistica e il dinamismo imprenditoriale, si afferma oggi anche come modello di sviluppo solido e sostenibile.
Il risultato del 2024 mostra che la provincia non ha solo recuperato terreno post-pandemia, ma ha anche saputo crescere in modo coerente, sfruttando le proprie eccellenze e consolidando il ruolo di hub economico del Veneto.