Ambulanze a Verona, nasce un centralino unico per i trasporti sanitari

Dal 1° dicembre operativo il Consorzio Croci Veronesi: un numero unico per richiedere ambulanze e assistenza in tutta la provincia

Ambulanza

Un nuovo sistema di gestione del trasporto sanitario privato entrerà in funzione a partire dal 1° dicembre nella provincia di Verona, grazie alla nascita del Consorzio Croci Veronesi. L’iniziativa unisce enti del volontariato e imprese sociali per offrire un servizio più efficiente, accessibile e coordinato a chi ha bisogno di assistenza medica non urgente. L’obiettivo è colmare le lacune lasciate dal sistema sanitario pubblico, oggi in difficoltà nel gestire la crescente domanda.

Il nuovo centralino unico risponderà al numero 045.111 77 120 e permetterà di prenotare il trasporto per familiari malati in modo semplice e veloce, sia all’interno della provincia sia verso altre destinazioni, qualora necessario.

A spiegare il progetto è PierLuigi Verga, presidente del neonato consorzio: «Abbiamo deciso di unire le forze per dare risposte concrete ai cittadini che, di fronte a un sistema sanitario sovraccarico, faticano a trovare soluzioni rapide ed efficaci». Le istituzioni coinvolte si propongono come supporto parallelo al servizio pubblico, senza sostituirsi ad esso, ma cercando di integrarne le funzioni nei momenti di maggiore criticità.

Il Consorzio Croci Veronesi è composto da sei realtà fondatrici: Croce Blu, Polo Emergency, Humanitas, SOS Legnago, Croce Bianca e San Biagio. A queste potranno affiancarsi altre realtà operative del territorio. In totale, il consorzio mette in campo una forza di circa 100 operatori retribuiti, supportati da oltre 800 volontari, con una flotta composta da 53 ambulanze, 7 automediche, 3 mezzi per disabili, una Land Rover per il soccorso alpino e un ambulatorio mobile.

Il direttore operativo, Corrado Polinari, ha spiegato che l’attività sarà rivolta alla popolazione privata, soprattutto a coloro che negli ultimi mesi hanno incontrato difficoltà nel reperire ambulanze. Una criticità particolarmente sentita all’interno dell’Ulss 9 Scaligera, dove il centralino sanitario pubblico non riesce a rispondere alle richieste, se non nei casi in cui il servizio è autorizzato e gratuito.

Il servizio, pur privato, non sarà a costo pieno: le tariffe saranno allineate ai rimborsi previsti dalle istituzioni pubbliche, con una spesa media di 80 euro per tragitti fino a 20 chilometri, e un supplemento di 1,60 euro per ogni chilometro extra. Una soluzione che punta a garantire equità di accesso e sostenibilità economica.

Oltre al trasporto sanitario, il Consorzio offrirà supporto alle case di riposo e strutture socio-sanitarie, specialmente in aree montane o difficilmente raggiungibili, dove la mobilità degli ospiti rappresenta un problema ricorrente. L’intento è anche quello di intavolare un dialogo con gli enti pubblici per rinnovare contratti scaduti e riorganizzare le collaborazioni, sfruttando le opportunità offerte dalla riforma del Terzo Settore e dalla co-progettazion

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