Nei prossimi giorni il tempo su Verona e provincia sarà caratterizzato da una continua alternanza tra fasi soleggiate, piogge intense e nebbie persistenti, il tutto in un contesto termico sorprendentemente mite per la stagione. L’autunno si mostra quindi in una delle sue versioni più dinamiche, con una prima settimana di novembre che si preannuncia senza freddo ma con frequenti cambiamenti del quadro meteorologico.
Il passaggio di una nuova perturbazione nel weekend sarà accompagnato da venti umidi e tiepidi di libeccio e scirocco, responsabili di una risalita delle temperature e di precipitazioni localmente abbondanti. Le prime avvisaglie si avvertiranno già venerdì, con ampie schiarite e massime in aumento fino a 17 gradi, mentre sabato sarà una giornata particolarmente mite, con temperature fino a 19 gradi e cieli in prevalenza soleggiati, soprattutto nelle ore centrali.
Domenica segnerà un nuovo peggioramento: una vasta area depressionaria con centro a nord-ovest delle Isole Britanniche porterà nuove precipitazioni, concentrate soprattutto nel pomeriggio e in serata. Tuttavia, non sono previste irruzioni fredde, grazie alla presenza di correnti atlantiche di origine meridionale.
Il calo termico registrato nei giorni scorsi, favorito dall’arrivo di aria fredda da nord-est, ha interessato in particolare le aree pianeggianti e montane. In alcune località della pianura le minime sono scese fino a 2 gradi, mentre in Lessinia, oltre i 1200 metri, si sono raggiunti valori anche inferiori allo zero. Un raffreddamento temporaneo, che però non segna ancora l’inizio dell’inverno.
A partire da lunedì 3 novembre si prevede un generale miglioramento, grazie all’espansione dell’alta pressione subtropicale sull’Europa centro-meridionale. Questo cambiamento porterà maggiore stabilità ma anche l’innesco di nebbie dense, specialmente nelle ore notturne e del primo mattino, nelle aree di pianura veronese.
Il contesto termico resterà mite, con minime mai inferiori ai 5 gradi e massime intorno ai 16-17 gradi. Questo tipo di configurazione favorisce l’accumulo di inquinanti al suolo, a causa del ristagno dell’aria e dell’assenza di ventilazione, un fenomeno ben noto durante le fasi di alta pressione autunnale.
Le prime gelate della stagione restano ancora lontane, poiché non si intravedono, almeno fino alla fine della prossima settimana, masse d’aria fredda in grado di far precipitare le temperature verso valori invernali. La prima decade di novembre sarà quindi dominata da un clima umido, stabile ma non freddo, con un andamento tipico dell’autunno padano.