“Mi sono candidato perché me lo chiedono tanti cittadini che non si riconoscono nei partiti”. Con queste parole, Luca Zaia, presidente uscente della Regione Veneto, ha spiegato la sua decisione di candidarsi come capolista in tutte le province in vista delle prossime elezioni regionali. L’annuncio conferma l’intenzione di non uscire di scena, nonostante l’impossibilità di ricandidarsi alla presidenza, come previsto dalle norme vigenti sui mandati.
Zaia, volto storico della Lega, si prepara a una campagna elettorale “molto combattuta”, come l’ha definita lui stesso, aggiungendo: “I voti bisogna andare a prenderli. Vale anche per me”.
Lo scontro interno al centrodestra e i veti sulla Lista Zaia
L’ufficializzazione della candidatura arriva in un clima teso all’interno del centrodestra, segnato da veti incrociati sulla possibilità di utilizzare il suo nome e simbolo elettorale. “Di fronte ai veti sulla mia lista e sul mio nome nel simbolo, cosa inaudita in democrazia, ho deciso che se dovevo essere un problema, questo era l’unico modo per esserlo davvero”, ha dichiarato Zaia, rivendicando con fermezza la propria scelta.
Nel 2020, la Lista Zaia aveva ottenuto il 44% dei consensi, un risultato record che, secondo il presidente, non può essere ignorato né disperso: “Quel bacino è oggi un contenitore per elettori di varia provenienza. Non sfruttare questo patrimonio è un errore”.
L’incognita sul futuro della Lega e il confronto con FdI
Zaia non nasconde l’impatto che la sua presenza in lista potrebbe avere sui delicati equilibri interni al centrodestra veneto, soprattutto in relazione al confronto con Fratelli d’Italia. Alla domanda se con lui in campo la Lega potrà superare il partito guidato da Giorgia Meloni, risponde con cautela: “Non ho la palla di vetro. Di certo, venderemo cara la pelle”.
Un addio forzato alla presidenza del Veneto
Con amarezza, Zaia ha commentato anche il suo addio alla guida della Regione, spiegando che “mi spiace lasciare la guida del Veneto, avevo ancora tanti progetti da realizzare. Ma le leggi si rispettano. E a me è stato vietato di ricandidarmi a presidente”.
La candidatura come capolista in ogni provincia segna dunque una nuova fase nel percorso politico di Zaia, che sembra voler continuare a giocare un ruolo centrale, anche senza la presidenza.
Che borioso ti credi onnipotente anche te hai fatto i tuoi sbagli e dimenticato certe province
Occhio che per vendere cara la pelle poi vince la sx…come a Verona….che poi la pelle te la tolgo io…