Un ordigno bellico di grandi dimensioni è stato rinvenuto a Verona, nel cantiere di via Apollo 2, in zona Genovesa. Si tratta di una bomba d’aereo da 1.000 libbre (453 chilogrammi), risalente con ogni probabilità alla Seconda guerra mondiale, scoperta durante lavori di scavo. L’area è stata immediatamente messa in sicurezza dal Genio Militare, in collaborazione con le Forze dell’Ordine.
Il prefetto Donato Cafagna ha firmato un’ordinanza che stabilisce date, orari e misure di sicurezza per il disinnesco e la rimozione dell’ordigno, programmati per lunedì 20 ottobre, a partire dall’una di notte, per minimizzare l’impatto sul traffico aereo. Le operazioni saranno gestite dall’8° Reggimento Guastatori di Legnago, che ha effettuato un sopralluogo per definire le modalità di intervento.
Nel raggio di 755 metri dal punto di ritrovamento risiedono 1.429 persone, distribuite in 662 famiglie, di cui 235 over 65, prevalentemente nel quartiere Sacra Famiglia. L’intera area dovrà essere evacuata per consentire il disinnesco in totale sicurezza. Sarà inoltre predisposto un Centro Operativo di Coordinamento e verrà coinvolta la Consulta Comunale di Protezione Civile, formata da 19 associazioni di volontariato, per assistere la popolazione.
Saranno attivati servizi speciali di trasporto per persone non autosufficienti, allettate o con disabilità, con un punto di accoglienza allestito nel vicino quartiere di Borgo Roma. I cittadini interessati potranno richiedere assistenza preventiva tramite i canali messi a disposizione dal Comune e dalla Protezione Civile.
L’impatto sul traffico sarà significativo. Per tutta la durata dell’intervento, saranno chiuse l’autostrada A4 e la Tangenziale Sud di Verona, con uscite obbligatorie a Sommacampagna e Verona Est. La polizia locale provvederà a deviare i flussi veicolari lungo la circonvallazione esterna della città per garantire la massima sicurezza e fluidità.
Una volta completata la messa in sicurezza, l’ordigno sarà trasportato in una cava nel comune di Sommacampagna, dove verrà brillato in un’area isolata e presidiata, in condizioni controllate e nel rispetto dei protocolli militari.
Questo tipo di operazioni, pur complesse, si rendono necessarie per tutelare l’incolumità pubblica, data la pericolosità dell’ordigno. Nonostante l’elevata attenzione, si tratta di interventi non rari nelle aree urbanizzate del Nord Italia, spesso interessate dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale.