Tre Bicchieri 2026, Verona protagonista: Amarone, Soave e Valpolicella in crescita

Nella guida del Gambero Rosso premiati 34 vini veronesi su 47 veneti. Brillano Amarone e Soave, con nuove etichette accanto a conferme storiche

La guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso consacra il territorio veronese come punto di riferimento dell’enologia nazionale. Sono infatti 34 i vini scaligeri che hanno ottenuto i prestigiosi Tre Bicchieri, su un totale di 47 premi assegnati al Veneto. Una crescita significativa, che conferma la qualità diffusa e la capacità di rinnovarsi delle denominazioni storiche.

L’Amarone della Valpolicella Docg è il grande protagonista di questa edizione, con 13 etichette premiate contro le 11 del 2025. La zona classica domina la scena, con undici passiti rossi secchi Docg in evidenza. La riserva De Buris 2013 di Tommasi Viticoltori è l’annata più datata, mentre tra le novità spicca Gerardo Cesari con il Bosan Riserva 2016, nato nei vigneti di Marano. Nella parte orientale della denominazione, Monte Zovo propone l’Amarone 2021, il più giovane fra quelli premiati.

Non mancano le conferme: Brigaldara, Quintarelli, Bertani e Pasqua consolidano la loro presenza, mentre rientrano in guida Tedeschi, Ca’ La Bionda, Zeni 1870, Pietro Zardini, Villa Spinosa e Lorenzo Begali. Anche il Valpolicella Superiore raddoppia le etichette rispetto allo scorso anno, con aziende come Allegrini e Camerani che riportano attenzione sulla denominazione. Tenuta Sant’Antonio si distingue con “La Bandina”, mentre Speri ottiene riconoscimenti con il vino nato dai vigneti di Monte Sant’Urbano, a Fumane.

Il Soave si conferma in ottima forma con sette etichette premiate. La novità assoluta arriva da Franchetto, che debutta con l’annata 2024, mentre Flavio Prà si distingue con “I Campi”. Restano protagonisti Pieropan, Suavia, Le Battistelle, Dal Cero e Agostino Vicentini. Gli esperti della guida sottolineano il mosaico di interpretazioni della garganega, vitigno simbolo della denominazione: dai vini raffinati della zona classica a quelli più nervosi di Roncà e più strutturati di Colognola. Anselmi conferma la sua eccellenza con Capitel Croce.

La Valdadige conquista spazio con Roeno, che innalza il livello con il Pinot Grigio Rivoli, mentre il Bardolino trova rappresentanza con Le Tende. Sul fronte dei bianchi spicca anche il Lugana riserva di Ottella.

Grande attenzione è riservata alle bollicine della Lessinia, che guadagnano consensi grazie all’equilibrio e alla tensione acida: Fongaro Spumanti ottiene il premio con il Monti Lessini Durello Pas Dosé Nera Riserva 2017, mentre Ca’ Rugate convince con il Pas Dosé Amedeo Riserva 2020.

Dal Custoza al Garda, la crescita qualitativa è evidente: Cavalchina, Gorgo e Monte del Frà ottengono riconoscimenti con il 2023, espressione di vini eleganti e profondi. Non manca Le Fraghe, che torna con “Traccia di Bianco 2023”, una garganega innovativa che testimonia la capacità di unire tradizione e ricerca.

Il Gambero Rosso elogia la capacità dei produttori veronesi di valorizzare la diversità dei territori, dalle colline della Valpolicella alle sponde del lago di Garda. L’eccellenza dei rossi e la freschezza dei bianchi offrono un quadro di grande dinamismo, che consolida Verona come capitale enologica del Veneto e dell’Italia.

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