Verona e la sponda veneta del Lago di Garda si confermano protagoniste della stagione turistica 2025, con un aumento generalizzato di ricavi, presenze e tassi di occupazione in tutte le tipologie di ospitalità, dagli hotel ai campeggi. È quanto emerge dai dati elaborati dall’Osservatorio Turistico Verona Garda, analizzati dalla Fondazione Destination Verona Garda, che ha tracciato un bilancio decisamente positivo per il comparto.
“Nonostante le incognite legate al meteo e al contesto internazionale, la solidità e l’attrattività del nostro territorio restano evidenti”, ha dichiarato Paolo Artelio, presidente della fondazione. L’estate 2025 ha visto un netto rafforzamento delle performance turistiche, grazie anche al ritorno degli eventi culturali e sportivi che hanno catalizzato flussi importanti.
Verona città: record nel centro storico e nei weekend
Nel cuore di Verona, le strutture extra-alberghiere hanno registrato oltre 157.000 camere occupate da giugno a settembre, con punte significative in corrispondenza delle serate all’Arena, soprattutto durante la prima e l’ultima dell’Opera Festival. La città ha mantenuto una media di oltre 2.000 stanze occupate ogni fine settimana, un dato che conferma l’appeal urbano anche fuori dai grandi eventi.
Nel comparto alberghiero, il tasso di occupazione ha raggiunto l’81%, con un aumento di due punti percentuali rispetto al 2024. La permanenza media si è attestata sulle tre notti, mentre il fatturato per camera è cresciuto di 4 euro, segno di una maggiore disponibilità di spesa da parte dei turisti. I principali flussi arrivano da Italia, Germania e Regno Unito, con gli italiani che si distinguono per soggiorni più lunghi.
Lago di Garda: alta domanda anche in autunno
Sulla sponda veneta del Garda, l’occupazione alberghiera si mantiene sopra il 60% anche nei mesi autunnali, con una domanda in crescita, in particolare nelle ultime settimane grazie a eventi come l’International Finn Cup e la tradizionale Festa dell’Uva. Nelle strutture extra-alberghiere, tra settembre e ottobre sono state superate le 67.000 notti prenotate, e la durata media del soggiorno si allunga a sei giorni.
Open air in continua espansione
Il settore open air conferma il trend positivo, con un tasso medio di occupazione del 73% tra aprile e agosto. Le sistemazioni più richieste sono bungalow e mobile home, che hanno raggiunto una media del 75,5% di occupazione, segno di una crescente predilezione per soluzioni comode ma immerse nella natura.
Nonostante una lieve flessione dei turisti tedeschi, il calo è stato compensato da una forte crescita di presenze da Paesi Bassi, Danimarca e Italia. La Germania resta comunque la nazione più rappresentata nel segmento campeggi. «I numeri confermano la crescita dei campeggi di fascia alta – ha spiegato Alberto Granzotto, presidente di Faita Federcamping – e mostrano una chiara evoluzione della domanda turistica. Anche il maltempo di settembre non ha fermato le prenotazioni».