In pochi anni il centro storico di Verona è passato da 30 a 2.000 locazioni turistiche registrate, con un totale di circa 3.000 strutture in tutta la città. Una crescita esponenziale che, secondo l’amministrazione comunale, ha contribuito ad aggravare problemi economici e sociali: carenza di case per residenti, aumento dei prezzi degli immobili, omologazione delle attività commerciali e peggioramento della vivibilità quotidiana.
Per invertire questa tendenza, la giunta ha approvato una variante normativa al Piano degli Interventi, che ora dovrà essere discussa dal consiglio comunale. La misura mira a bloccare l’attivazione di nuove locazioni turistiche senza codice identificativo e a regolamentare un settore che rischia di snaturare il tessuto urbano.
L’obiettivo principale è preservare il centro storico come luogo vissuto e non soltanto come scenografia per i visitatori. Come ha dichiarato la vicesindaca e assessora all’Urbanistica Barbara Bissoli, la città potrà essere tramandata alle generazioni future solo se rimarrà vitale e abitata dai cittadini, evitando di trasformarsi in un museo a cielo aperto.
La strategia del Comune non vuole penalizzare il turismo, che resta una risorsa economica fondamentale, ma redistribuirne i flussi. L’intenzione è quella di spostare parte dell’offerta verso i quartieri limitrofi, incentivando la scoperta di aree meno centrali e valorizzando spazi oggi in ombra rispetto all’attrazione del centro. Questo percorso si inserisce anche nella revisione del Piano di Gestione Unesco, che ha segnalato i rischi derivanti dal turismo di massa per la stessa permanenza di Verona nella lista dei beni patrimonio mondiale.
La sfida, dunque, sarà quella di conciliare l’accoglienza dei visitatori con il diritto dei residenti a vivere in un ambiente equilibrato e sostenibile. Il documento urbanistico sottolinea come un turismo regolato, supportato da infrastrutture adeguate e politiche culturali diffuse, possa rafforzare l’attrattività della città senza sacrificare la qualità della vita dei suoi abitanti.
Il segnale politico lanciato da Palazzo Barbieri è netto: Verona sceglie di dire basta all’overtourism e di avviare un percorso di tutela del centro storico, con l’obiettivo di garantire un equilibrio tra sviluppo economico, salvaguardia culturale e diritto alla residenza.