Con 37 edizioni all’attivo, “La Salute nel Movimento” si conferma uno dei pilastri del benessere per gli over 65 veronesi. Attivo dal 1988 e promosso dal Comune di Verona, il programma “La Salute nel Movimento” continua ad evolversi per rispondere ai bisogni di una popolazione sempre più longeva. L’edizione 2025-26 prevede 55 lezioni frontali di attività motoria, articolate in tutte le otto Circoscrizioni cittadine, con l’obiettivo di promuovere stili di vita attivi e contrastare l’isolamento sociale.
Il progetto è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell’Università di Verona e rientra nelle iniziative della Rete Italiana Città Sane – OMS, di cui Verona è membro attivo.
Attività fisica accessibile, sicura e vicina a casa
L’impegno delle istituzioni è chiaro: offrire un’attività motoria strutturata, qualificata e sostenibile economicamente. I corsi si svolgono da ottobre 2025 a maggio 2026 all’interno delle palestre comunali, con una quota di partecipazione calmierata (€ 119 + € 6 di iscrizione).
Il Comune fornisce gratuitamente gli spazi, mentre le attività sono affidate a sei associazioni sportive locali – tra cui CUS Verona, UISP e ASD Gioco e Sport – con comprovata esperienza nell’ambito dell’attività motoria per la terza età.
L’Università di Verona effettua una valutazione iniziale dello stato di salute degli iscritti, garantendo la massima sicurezza e l’adeguatezza dei programmi.
Un’offerta formativa in espansione
A fronte del successo dell’ultima edizione (2024-25), che ha visto un aumento del 34% nelle iscrizioni rispetto all’anno precedente, l’edizione 2025-26 prevede cinque corsi aggiuntivi. Sono state inoltre introdotte nuove modalità di iscrizione, con la possibilità di registrarsi anche presso il Palazzetto Gavagnin ogni giovedì di ottobre e novembre, su appuntamento.
Il programma è aperto principalmente agli over 65 residenti nel Comune di Verona, ma in caso di disponibilità residua, saranno ammessi anche non residenti over 65 e successivamente i residenti tra i 55 e i 64 anni.
Un modello di salute pubblica premiato in Italia e in Europa
Negli anni, il progetto veronese ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui:
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l’inserimento nella European Guide of Healthy Physical Activity and Sports Programmes come “buona pratica” europea;
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la vittoria del Premio Nazionale Sport e Cultura, con menzione per l’approccio scientifico all’esercizio fisico.
L’iniziativa è considerata un esempio di politica sociale lungimirante, che ha saputo valorizzare l’età anziana come risorsa e non solo come destinataria di cure. Promuovere il movimento significa prevenire malattie, ridurre la dipendenza e aumentare la qualità della vita.
Prossimità, inclusione e prevenzione: i pilastri del progetto
Grazie alla capillarità nei quartieri, l’accessibilità economica e la supervisione scientifica, “La Salute nel Movimento” rappresenta una risposta concreta all’invecchiamento della popolazione. Come affermato dai referenti istituzionali, il progetto si fonda su una visione integrata della salute, che comprende aspetti fisici, psicologici e relazionali.
Il protocollo triennale tra Comune e Università, appena rinnovato, garantisce la continuità dell’iniziativa e il suo costante aggiornamento, anche attraverso sperimentazioni di nuovi modelli e attività.
Invecchiamento attivo come investimento strategico
Un approccio culturale che guarda all’età matura come opportunità, non come limite. L’aumento dell’aspettativa di vita porta con sé la necessità di garantire anni in buona salute e in autonomia. Le autorità sanitarie italiane e internazionali concordano: l’attività fisica è uno degli strumenti più efficaci per prevenire fragilità, disabilità e isolamento sociale.
“La Salute nel Movimento” dimostra che un investimento mirato e ben organizzato in attività motorie può generare benefici diffusi: risparmio per il sistema sanitario, maggiore benessere individuale e coesione sociale.
Le persone anziane non sono solo utenti di servizi, ma portatrici di tempo, esperienza e competenze. Supportarle nella cura di sé significa valorizzarle come parte attiva della comunità.