Stava controllando un terreno agricolo in vista di lavori da svolgere nei giorni successivi quando si è trovato faccia a faccia con una nutria che lo ha improvvisamente aggredito. È accaduto nella mattinata di mercoledì a Brancon, frazione del comune di Nogara, dove un agricoltore di 74 anni, residente a Roncoferraro (Mantova), è stato morso al polpaccio da un grosso roditore.
Il campo in questione, situato in prossimità di un fossato popolato da numerosi esemplari, era stato raggiunto dall’uomo insieme ad alcuni colleghi. Secondo le ricostruzioni, l’animale, probabilmente spaventato dalla presenza umana, avrebbe attaccato improvvisamente, affondando i denti nella gamba dell’anziano e provocando una profonda ferita con una copiosa perdita di sangue.
Soccorsi e conseguenze sanitarie
Il primo soccorso è stato prestato da un collega, mentre la nutria si è rapidamente dileguata nel fossato. L’agricoltore è stato accompagnato al vicino ambulatorio del Punto Sanità dell’ex ospedale Stellini, a poche centinaia di metri dal luogo dell’aggressione. Il personale sanitario dell’AFT (Aggregazione Funzionale Territoriale), composto da un medico e un’infermiera, ha disinfettato e medicato la ferita, avviando una cura antibiotica preventiva per scongiurare infezioni o rischi come la leptospirosi.
Fortunatamente non si è reso necessario un ricovero e l’uomo ha potuto fare ritorno a casa, con la ferita sotto osservazione e una prognosi prudente per evitare complicazioni.
Un caso raro, ma sintomatico
Si tratta del primo episodio documentato nella zona in cui una nutria morde un essere umano, sebbene gli attacchi verso animali domestici, come cani, siano stati già segnalati più volte. L’aggressione riporta al centro dell’attenzione il problema della massiccia presenza di nutrie nella Bassa veronese e mantovana, dove la convivenza tra agricoltura e fauna selvatica è sempre più difficile.
I roditori, introdotti in Italia decenni fa, si sono diffusi ampiamente nei territori rurali e lungo i corsi d’acqua, compromettendo la stabilità degli argini con le loro tane scavate nella terra e danneggiando le coltivazioni, causando non pochi disagi e danni economici agli agricoltori.
Precedenti e tensioni
L’episodio di Nogara richiama alla memoria un controverso fatto di cronaca accaduto qualche anno fa a Gazzo, sempre nel Mantovano, dove un altro agricoltore esasperato dalla distruzione dei raccolti da parte delle nutrie aveva cosparso il terreno di mais avvelenato. L’intento era quello di sterminare i roditori, ma la conseguenza fu la morte di numerosi animali selvatici non bersaglio, oltre alle nutrie stesse, con conseguenze legali e sanzioni per il responsabile.
Una convivenza da rivedere
L’episodio di Brancon accende i riflettori sulla necessità di un intervento strutturale e coordinato, sia per contenere le popolazioni di nutrie, sia per tutelare le attività agricole e la sicurezza delle persone. Mentre aumentano le segnalazioni di avvistamenti e danni nei campi, il caso del 74enne morso solleva interrogativi su come gestire un fenomeno ormai diffuso, che necessita di strategie efficaci da parte delle istituzioni locali e regionali.