Agsm Aim investe sul solare: acquisiti 22 impianti fotovoltaici in cinque regioni

Parte il nuovo piano industriale 2025–2030: più energia pulita, meno CO₂ e un obiettivo chiaro sulla transizione energetica

Con un’operazione che segna l’avvio del nuovo piano industriale 2025–2030, Agsm Aim ha acquisito 22 impianti fotovoltaici distribuiti tra Veneto, Emilia-Romagna, Umbria, Lazio e Campania, portando la propria potenza installata oltre 85 megawatt di picco. È la prima acquisizione straordinaria dalla nascita del gruppo energetico, avvenuta nel 2021, e rappresenta un passo concreto verso un modello produttivo fondato sulle rinnovabili.

I nuovi impianti, acquistati dalle società Aiem Green e Blu Holding, comprendono sia parchi fotovoltaici già in fase di realizzazione sia progetti pronti a partire. Il portafoglio include impianti a terra, soluzioni agrifotovoltaiche e strutture dedicate a comunità energetiche, con una produzione annua attesa di oltre 137.000 megawattora, sufficiente a coprire il fabbisogno energetico di oltre 50.000 famiglie. L’impatto ambientale è significativo: si stima un risparmio di circa 32.000 tonnellate di CO₂ all’anno.

L’operazione si inserisce in un piano di investimenti da 508 milioni di euro, destinato ad aumentare la potenza complessiva del parco impianti da 348 a 710 megawatt entro il 2030. Una parte rilevante sarà riservata al solare, che passerà dal 5% attuale al 33% del mix, superando le altre fonti rinnovabili già presenti nel portafoglio del gruppo, come l’idroelettrico e l’eolico.

Attraverso questa strategia, Agsm Aim punta a raggiungere il 70% di potenza installata da fonti rinnovabili entro la fine del decennio, superando la media nazionale stimata al 68%. L’obiettivo è posizionarsi tra gli attori principali della transizione energetica italiana, puntando su un modello più pulito, distribuito e sostenibile.

I progetti acquisiti, in parte già in costruzione, rappresentano una varietà di soluzioni tecnologiche avanzate, capaci di rispondere alle esigenze di territori diversi, sia in ambito agricolo che urbano. In particolare, le configurazioni agrifotovoltaiche permetteranno l’uso condiviso del suolo per produzione agricola ed energetica, mentre gli impianti destinati alle comunità energetiche offriranno nuove opportunità di autoconsumo e condivisione dell’energia, anche a livello locale.

Il nuovo piano industriale non si limita alla produzione elettrica, ma punta a integrare sostenibilità ambientale, autonomia energetica e innovazione tecnologica, contribuendo alla costruzione di un sistema energetico nazionale più resiliente e meno dipendente dalle fonti fossili.

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