Verona sotto pressione, ma non è overtourism: «Serve una gestione intelligente dei flussi»

Confcommercio distingue tra sovraffollamento strutturale e picchi temporanei: strategie digitali, eventi e turismo diffuso per rendere sostenibile la crescita

Verona è tra le città italiane più esposte al rischio di eccesso turistico, ma non si può parlare di overtourism in senso stretto. Secondo Confcommercio Verona, la vera sfida del capoluogo scaligero è gestire i picchi di presenza legati a momenti specifici dell’anno, come la stagione areniana o il periodo natalizio. Una condizione definita con un termine più preciso: overcrowding, ovvero sovrapposizione di eventi che generano affollamenti temporanei, e non un flusso costante e fuori controllo.

A evidenziarlo è Nicola Dal Dosso, direttore dell’associazione di categoria, che sottolinea la necessità di investire sulla qualità dell’offerta turistica e sulla capacità organizzativa del sistema città. Il turismo, precisa, resta un motore essenziale dell’economia locale, con numeri in crescita: quasi 19,5 milioni di presenze in provincia nel 2024, +9,6% rispetto al 2023, con oltre 15 milioni di visitatori solo nell’area del Garda e 3,1 milioni nel capoluogo.

Una crescita sostenuta da una filiera imprenditoriale sempre più specializzata, che comprende operatori del ricettivo, del commercio e dei servizi. Secondo Confcommercio, però, questa crescita deve essere guidata con una pianificazione oculata, per evitare impatti negativi su vivibilità, patrimonio urbano e accesso alla casa.

Strategie digitali per il controllo dei flussi

Tra le soluzioni proposte, c’è l’adozione di strumenti tecnologici per il monitoraggio in tempo reale dei flussi turistici, sviluppati in collaborazione con Wind Tre. Grazie a intelligenza artificiale e big data, sarà possibile conoscere in ogni momento la quantità di persone presenti, la loro provenienza, i percorsi più battuti e la durata della permanenza. Questi dati aiuteranno a regolare gli accessi alle aree sensibili, pianificare eventi in periodi meno congestionati e coordinare le azioni tra enti pubblici e operatori privati.

Valorizzare i territori e il turismo business

Un altro punto chiave è la diversificazione dell’offerta turistica, puntando su mete meno battute ma già apprezzate come Valpolicella, Lessinia, Soave e Pianura dei Dogi. Al tempo stesso, potenziare il turismo congressuale è una priorità: nel 2024, Verona ha ospitato oltre 7.300 eventi con più di 500.000 partecipanti, e l’apertura del Convention Bureau cittadino apre nuove prospettive per promuovere Verona come destinazione MICE (Meetings, Incentives, Conferences and Exhibitions).

Pianificazione sostenibile per il ricettivo

Confcommercio pone anche l’attenzione sulla gestione del ricettivo urbano, auspicando una valorizzazione delle strutture esistenti, piuttosto che nuove edificazioni nei centri storici. L’obiettivo è evitare pressioni eccessive sui quartieri e favorire un equilibrio tra turismo e vita residenziale. In particolare, l’aumento degli alloggi turistici a breve termine viene indicato come fattore di tensione, anche per il mercato immobiliare legato agli studenti e ai residenti.

Un calendario coordinato per destagionalizzare

 

Per rendere più omogeneo il flusso dei visitatori nel corso dell’anno, Confcommercio propone di stilare un calendario condiviso di eventi culturali e musicali, capace di attrarre turismo anche nei mesi di bassa stagione. Una strategia che unisce promozione del territorio e sostenibilità, nell’ottica di una crescita qualitativa più che quantitativa.

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