Partiranno ufficialmente venerdì 5 luglio i saldi estivi 2025, e le previsioni parlano di un buon afflusso di consumatori nei negozi italiani. Secondo i dati forniti dall’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media 203 euro, pari a circa 92 euro pro capite, per un valore complessivo stimato in 3,3 miliardi di euro a livello nazionale.
A Verona il dato si presenta leggermente più alto: la spesa media pro capite stimata è di 100 euro, come evidenziato da Mariano Lievore, presidente di Federmoda Confcommercio Verona. Questo incremento rispetto alla media nazionale è trainato in buona parte dalla presenza turistica, che continua a sostenere il commercio cittadino, soprattutto nel comparto moda.
Un recente sondaggio promosso da Confcommercio Veneto e Unioncamere conferma una certa stabilità nei comportamenti d’acquisto: il 70% dei veronesi dichiara che spenderà quanto lo scorso anno, il 10% prevede un aumento della spesa, mentre il restante 20% dichiara che acquisterà meno rispetto al 2024.
“I saldi rappresentano un’occasione preziosa per acquistare capi di qualità a prezzi vantaggiosi,” ha sottolineato Lievore, richiamando anche il pensiero del presidente nazionale di Federmoda, Giulio Felloni. Entrambi auspicano che l’estate 2025, già annunciata come la più positiva del nuovo millennio in termini turistici, possa riflettersi anche sul commercio di prossimità.
Lievore ha poi ribadito che acquistare nei negozi locali significa contribuire al mantenimento del tessuto economico e sociale, salvaguardando l’occupazione e l’identità dei territori. In un momento in cui il commercio è messo alla prova da fattori esterni, come le tensioni geopolitiche e le incertezze sui consumi, il sostegno dei cittadini e la collaborazione nella filiera moda sono fondamentali.
L’andamento dei saldi estivi avrà un impatto diretto anche sulle strategie di acquisto dei commercianti per la prossima stagione primavera/estate 2026. Secondo Federmoda, infatti, il buon esito di questa campagna promozionale potrà dare fiducia al settore e influenzare positivamente il sistema distributivo. Per questo motivo si auspica anche un maggiore supporto da parte del Governo, nonché un impegno più forte da parte dei fornitori a contrastare la concorrenza sleale e rispettare i ruoli all’interno della filiera commerciale.