La stagione estiva ha preso il via anche sulle alture veronesi, dove cresce l’interesse per la montagna, non solo nei weekend. Le presenze si mantengono regolari, pur senza grandi afflussi, con un’attenzione particolare rivolta al Monte Baldo. Proprio qui è stato lanciato un nuovo progetto orientato alla sostenibilità: si tratta del Diario di quota del Garda, un’iniziativa che coinvolge i rifugi delle aree veronese, trentina e bresciana, e che promuove il rispetto dell’ambiente attraverso escursioni, raccolta di timbri e piccoli gesti responsabili.
Il caldo anomalo però rappresenta una sfida. «Non è normale avere 28 gradi all’ombra a giugno, a 2.060 metri», racconta Eleonora Orlandi del rifugio Damiano Chiesa, sull’Altissimo di Nago. Nei primi giorni di apertura si sono già registrati due soccorsi per colpi di calore. Le alte temperature influenzano anche le abitudini degli escursionisti, sempre più orientati a salire in quota nelle ore serali per evitare l’esposizione al sole.
I gestori non nascondono un certo ottimismo, ma prevale la cautela. «La stagione non è partita male, ma rispetto ad altre annate qualcosa manca», spiega Andrea Albertini del rifugio Monte Tomba. Oltre alla flessione dei turisti stranieri, si nota anche una generale riluttanza alla spesa, forse legata a un clima di incertezza economica e geopolitica.
Sul fronte delle iniziative, i rifugi cercano di distinguersi puntando su eventi culturali e formule accessibili. Al Chierego, a 1.911 metri, si organizzano concerti e sculture in quota, mentre al Telegrafo, rifugio del Cai Verona a 2.147 metri, si è scelto di abbassare i prezzi dei pernottamenti nei giorni feriali, incoraggiando così una presenza più distribuita durante la settimana.
Il “Diario di quota del Garda” si ispira al modello del Passaporto Dolomiti, ma integra anche suggerimenti pratici per un’escursionismo sostenibile: evitare i fine settimana, raccogliere rifiuti abbandonati, ridurre l’impatto sui sentieri. Aderiscono all’iniziativa diversi rifugi: Chierego, Damiano Chiesa, Campei, Mondini, Fiori del Baldo e il Telegrafo. Alla raccolta dei timbri corrisponderà un piccolo premio simbolico, come ricompensa per chi percorre con rispetto le alte vie del Garda.
Tra i frequentatori delle cime, si riconferma la presenza massiccia di giovani, soprattutto dopo il periodo pandemico.
I profili degli escursionisti sono vari: dagli esperti ben equipaggiati a chi si presenta con scarponi rattoppati e abbigliamento improvvisato, come ironicamente sottolineano i gestori. Resta valido l’invito alla prudenza, soprattutto in relazione a meteo, forma fisica e tempi di percorrenza.