Trovato acido pirico in un laboratorio scolastico: flaconcino messo in sicurezza

Durante la maturità, allarme in un istituto veronese per una sostanza esplodente rinvenuta tra i vecchi materiali didattici

È stato messo in sicurezza e custodito in un armadio Rei, progettato per contenere sostanze infiammabili, il flaconcino di acido pirico ritrovato nei giorni scorsi nel laboratorio di chimica dell’Istituto Agli Angeli di Verona. Il rinvenimento è avvenuto durante un’operazione di riordino da parte degli insegnanti, proprio nei giorni in cui la scuola era impegnata con gli esami di maturità.

Il contenitore, in vetro trasparente con tappo nero impolverato, custodiva una piccola quantità di acido pirico, un composto chimico noto per la sua instabilità e potenziale esplosivo in determinate condizioni. I docenti, una volta scoperto il materiale, hanno immediatamente informato il dirigente scolastico, Mario Bonini, che ha richiesto l’intervento di una ditta specializzata nello smaltimento. Tuttavia, l’impresa incaricata ha preferito non intervenire direttamente, ritenendo la situazione troppo rischiosa.

A quel punto, sono stati allertati i vigili del fuoco, seguiti poi dagli artificieri della Polizia e dai Carabinieri, per una valutazione approfondita. L’esperto in esplosivi intervenuto ha definito la situazione sotto controllo, ma la presenza della sostanza ha comunque generato apprensione all’interno dell’istituto, tanto da comportare l’evacuazione temporanea degli studenti impegnati negli esami.

L’acido pirico è attualmente ancora all’interno della scuola, conservato in un armadio certificato, in attesa di essere smaltito. Il processo, tuttavia, richiederà autorizzazioni specifiche da parte della prefettura, dal momento che si tratta di un materiale esplodente e soggetto a trasporto controllato.

La scoperta ha riacceso l’attenzione sulla necessità di monitorare e controllare regolarmente i materiali chimici presenti nei laboratori scolastici, soprattutto in quegli istituti dove, nel corso degli anni, si sono accumulate sostanze potenzialmente pericolose. Si tratta infatti di un episodio non isolato: in diverse scuole italiane, negli ultimi anni, sono stati segnalati ritrovamenti simili di reagenti chimici ormai fuori uso, ma mai correttamente smaltiti.

L’intervento delle forze dell’ordine e il protocollo di messa in sicurezza attivato hanno permesso di evitare rischi immediati per studenti e personale, ma l’episodio rappresenta un campanello d’allarme per la gestione della sicurezza nei laboratori scolastici, soprattutto in ambienti didattici dove si svolgono esperimenti e si utilizzano sostanze delicate.

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