Sarà inaugurata oggi alle ore 11, presso la Biblioteca centrale Arturo Frinzi dell’Università di Verona, la mostra “I Segni dell’anima. Il Suono, la Natura, il Sogno”, che raccoglie gli elaborati artistici di detenute e detenuti coinvolti nel laboratorio “I Suoni della Bellezza”. Il progetto, ideato dal Maestro Nicola Guerini, si fonda sull’ascolto immersivo della musica come strumento di introspezione e crescita personale per le persone private della libertà.
Attraverso l’ascolto ad occhi chiusi di celebri pagine sinfoniche, i partecipanti sono stati invitati a tradurre in disegni ed emozioni i paesaggi interiori suscitati dalla musica, trasformando un momento di ascolto in un percorso artistico, percettivo e rieducativo. Il risultato è una collezione di oltre 85 opere a tecnica mista provenienti dagli istituti penitenziari di Verona, Padova, Treviso, Venezia, Vicenza e Trento.
Un progetto d’arte e rieducazione diventato protocollo istituzionale
Promosso dal Rotary Club Verona, il progetto è oggi protocollo ufficiale del Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria del Triveneto (dal 2021), e ha già trovato spazio espositivo in sedi prestigiose come Palazzo Zuckermann e le Scuderie del Comune di Padova.
La mostra alla Biblioteca Frinzi, aperta al pubblico fino all’8 settembre, è curata da Silvia Prelz, Maurizio Longhin, Nicola Guerini e Maurizio Bruno, con il patrocinio del Comune di Verona, la collaborazione dell’Università di Verona e il sostegno di Inner Wheel Club di Verona e Padova.
Il programma dell’inaugurazione del 23 giugno
L’apertura della mostra sarà preceduta da un momento istituzionale con gli interventi di:
-
Nicola Guerini, direttore d’orchestra e ideatore del progetto
-
Daniela Brunelli, Coordinatrice del Sistema Bibliotecario d’Ateneo
-
Luisa Ceni, assessora alle Politiche sociali del Comune di Verona
-
Rosella Santoro, Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria del Triveneto
-
Maria Grazia Bregoli, direttrice delle Case circondariali di Verona e Venezia
-
Tindara Inferrera, referente istituzionale del progetto
-
Carlo Vinco, Garante dei diritti delle persone private della libertà
-
Docenti dell’Università di Verona coinvolti nei poli universitari penitenziari
Seguirà un seminario intitolato “Una pedagogia della Bellezza”, coordinato dalla storica dell’arte Isabella Ottobre. Il Maestro Guerini illustrerà al pianoforte le modalità e i contenuti del laboratorio, prima del taglio del nastro e della visita guidata alla mostra.
Opere, emozioni e sagome in dialogo con il visitatore
“I Segni dell’anima” propone un percorso visivo ed emozionale incentrato sulla natura, il suono e il sogno, offrendo un’immersione nel vissuto interiore dei detenuti attraverso forme e colori che ne raccontano le emozioni. Il visitatore sarà accompagnato dalle testimonianze scritte e da sagome simboliche di uomini, donne e bambini: un invito al dialogo, alla comprensione, alla rimozione del pregiudizio attraverso la forza della bellezza.
“Questa mostra – sottolinea l’assessora Luisa Ceni – nasce a Verona e oggi è un esempio virtuoso di progetto rieducativo fondato sull’arte. I laboratori in carcere trasformano l’ascolto musicale in disegno e riflessione, toccando profondamente la sfera emotiva e individuale di ciascun partecipante”.
Arte che unisce, anche oltre le sbarre
“I Suoni della Bellezza” è oggi molto più di un laboratorio, come afferma Tindara Inferrera: è una testimonianza concreta di come l’arte possa trovare voce anche nei luoghi più difficili. Il Maestro Guerini ribadisce: “L’ascolto diventa un’esperienza di consapevolezza, un linguaggio universale che aiuta a riconoscere il proprio patrimonio emozionale”.
Secondo Maria Grazia Bregoli, esporre questi elaborati è un atto di valorizzazione dell’individualità dei detenuti e un’opportunità di costruire un ponte tra carcere e comunità. Concetti ribaditi anche da Paola Riva Raffaelli (Inner Wheel Club), che ha sostenuto con convinzione l’iniziativa: “È un progetto encomiabile, capace di suscitare immagini interiori che diventano narrazione e possibilità di cambiamento”.