È stata colpita da un’interdittiva antimafia un’impresa edile con sede a Bussolengo, in provincia di Verona, in seguito all’accertamento di collegamenti diretti con una famiglia calabrese affiliata alla ’ndrangheta. Il provvedimento è stato emesso nei giorni scorsi dalla Struttura per la prevenzione antimafia del Ministero dell’Interno, in coordinamento con le autorità locali.
La misura ha comportato l’immediata cancellazione della ditta dall’Anagrafe nazionale antimafia degli esecutori, escludendola di fatto da qualsiasi attività riconducibile a contratti pubblici o subappalti. L’impresa, operante nel settore delle costruzioni, è risultata coinvolta in rapporti economici e commerciali con soggetti già colpiti da provvedimenti simili.
Determinante per l’adozione del provvedimento è stato il lavoro della Prefettura di Verona, che ha trasmesso una relazione dettagliata basata su accertamenti condotti dal Gruppo Interforze Antimafia (GIA), in collaborazione con le forze dell’ordine e le articolazioni locali della Direzione Investigativa Antimafia (DIA).
L’indagine ha rivelato che l’impresa manteneva rapporti stabili con una nota famiglia ’ndranghetista presente nel Nord Italia, attiva in particolare nel Veneto. Oltre a questi legami diretti, sono emersi collegamenti con altre aziende già interdette per motivi analoghi, consolidando il quadro accusatorio che ha portato alla misura di prevenzione.
Le interdittive antimafia rappresentano uno strumento preventivo con cui lo Stato blocca l’accesso al mercato pubblico da parte di imprese considerate a rischio infiltrazione criminale. Il provvedimento non costituisce un’accusa penale, ma impedisce la prosecuzione di attività potenzialmente compromesse da influenze mafiose.