Incendio alla ditta di riciclo ad Angiari: fumo visibile per chilometri, ma l’aria resta sotto controllo

Vasto rogo in un’azienda di riciclo plastica nel Veronese: nessun inquinante rilevato, ma si indaga sulle cause legate a batterie nei rifiuti elettronici

Vigili del fuoco

Un violento incendio ha colpito nella giornata del 1° maggio lo stabilimento della Stena Recycling di Angiari (Verona), società specializzata nel trattamento di materiale plastico e rifiuti elettronici. Le fiamme si sono propagate intorno alle 16:30 nel piazzale dell’azienda, avvolgendo gran parte dei materiali accatastati e generando una densa colonna di fumo nero visibile per chilometri, fino a San Bonifacio e Noventa Vicentina.

L’intervento dei soccorsi

A domare il rogo sono state una decina di squadre dei vigili del fuoco, arrivate da Verona, Legnago, Rovigo e Villafranca, che hanno operato fino a tarda sera. Per motivi di sicurezza, le operazioni sono state interrotte durante la notte, a causa del rischio di cedimenti strutturali. I lavori sono ripresi l’indomani mattina con la rimozione del materiale plastico ancora presente nel piazzale, per spegnere completamente i focolai residui.

Il vicesindaco di Angiari, Giovanni Grassi, ha confermato la situazione sul posto e rassicurato sulla stabilità dei capannoni, evidenziando l’assenza di danni strutturali rilevanti.

L’origine e i rischi del rogo

Le prime ipotesi sulle cause dell’incendio indicano la possibile presenza di batterie al litio nei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) trattati dall’azienda. Tali componenti, se non correttamente isolati o rimossi, sono noti per essere altamente infiammabili e responsabili di incendi anche in passato all’interno dello stesso impianto.

Nessun allarme ambientale

Nonostante l’impatto visivo e le preoccupazioni iniziali, l’Arpav (Agenzia regionale per la protezione ambientale del Veneto) ha comunicato che non sono stati rilevati inquinanti pericolosi nell’aria. I rilievi effettuati nella serata di giovedì e proseguiti nella giornata successiva hanno confermato l’assenza di criticità ambientali. Il vento ha contribuito a disperdere il fumo, sollevandolo fino a 250 metri di altezza e riducendo i rischi per la popolazione.

Il Comune, tramite la propria pagina Facebook, aveva inizialmente invitato i residenti a tenere le finestre chiuse, in attesa delle analisi ufficiali. In tarda serata, il sindaco ha rassicurato i cittadini, specificando che le rilevazioni non indicavano situazioni di pericolo.

La bonifica e la fase finale

Le operazioni di bonifica sono proseguite per tutta la giornata del 2 maggio, con lo sgombero del materiale plastico bruciato e la definitiva messa in sicurezza dell’area. La colonna di fumo, sebbene ridotta, è rimasta visibile per diverse ore, alimentando l’allerta visiva in tutta l’area est della provincia di Verona.

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