I costi per affittare una stanza singola nelle città italiane sede di università stanno crescendo in maniera preoccupante. Negli ultimi quattro anni, i canoni richiesti sono saliti del 38% in media, superando l’incremento di prezzo registrato per altre tipologie di abitazione. Lo evidenzia una recente analisi condotta da Immobiliare.it Insights, che ha confrontato l’andamento dei prezzi dal 2021 ad oggi in diverse città universitarie, evidenziando come le stanze rappresentino oggi una soluzione abitativa molto più onerosa rispetto al passato.
Verona è una delle città simbolo di questo fenomeno. Qui, l’affitto medio per una stanza singola è salito a 488 euro al mese, con un incremento del 38% rispetto a quattro anni fa. Una crescita che supera di gran lunga quella dei trilocali, che nello stesso periodo hanno visto un aumento dei canoni di circa 28 punti percentuali.
Aumenti ancora più marcati si registrano in altre città del Veneto. A Padova, ad esempio, affittare una stanza oggi costa in media 508 euro al mese, con un incremento del 61%. Solo i trilocali hanno subito rincari maggiori, con una crescita del 65%. Anche a Venezia, pur con un’università di dimensioni più contenute, l’aumento ha raggiunto il 60%, portando il prezzo medio a 482 euro.
Il problema si inserisce in un contesto più ampio di crisi abitativa, che colpisce soprattutto i giovani studenti e lavoratori precari. Il mercato delle stanze, una volta considerato una scelta economica e accessibile, è oggi diventato competitivo e costoso. Secondo gli esperti del settore, la domanda è in costante crescita, mentre l’offerta non riesce a stare al passo.
A spiegare il trend è Antonio Intini, amministratore di Immobiliare.it Insights:
“Negli ultimi anni la stanza è diventata una scelta sempre più ambita, non solo da studenti, ma anche da giovani lavoratori. Questo ha contribuito a far aumentare la domanda in tutte le principali città universitarie, che sono anche poli economici e culturali. L’incertezza lavorativa e il caro vita spingono molti a preferire la casa condivisa, alimentando una spirale che porta i prezzi verso l’alto”.
Il risultato è un aumento della competizione per trovare una sistemazione, con conseguenze che toccano direttamente il diritto allo studio. Sempre più studenti, infatti, faticano a trovare alloggi a costi sostenibili, mettendo a rischio la possibilità di frequentare l’università lontano da casa.
La mancanza di alloggi per studenti e la lenta risposta del mercato aggravano la situazione. Le politiche abitative, ancora poco incisive, non riescono a contrastare un fenomeno che non riguarda solo le grandi città, ma anche i centri di medie dimensioni con atenei in crescita.