Accessibilità ferroviaria: Alessia Ambrosi chiede una mappatura nazionale e interventi urgenti

La deputata veronese di Fratelli d’Italia denuncia le criticità nelle stazioni italiane e propone misure concrete, a partire dalla stazione di Domegliara-Sant’Ambrogio

Alessia Ambrosi

“Garantire l’accesso a tutti non è solo una questione di mobilità: è una questione di rispetto, di dignità, di civiltà”. Con queste parole Alessia Ambrosi, deputata veronese di Fratelli d’Italia, ha sollevato in Parlamento il tema dell’inaccessibilità delle stazioni ferroviarie italiane, in particolare per le persone con disabilità, gli anziani e le famiglie con bambini.

Attraverso un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e alla ministra per le Disabilità, Ambrosi ha chiesto una mappatura nazionale delle stazioni ancora prive di ascensori o montacarichi, ponendo l’accento sulla necessità di agire in tempi brevi.

Domegliara-Sant’Ambrogio: il simbolo di un’urgenza

Uno degli esempi portati alla luce è la stazione di Domegliara-Sant’Ambrogio, situata nella provincia di Verona. Si tratta di un nodo ferroviario strategico, crocevia tra la provincia autonoma di Trento e la città scaligera, e punto di riferimento per l’intera area della Valpolicella e della sponda veronese del Lago di Garda. Ambrosi ha sottolineato come l’assenza di strutture accessibili limiti non solo la mobilità locale, ma anche il turismo, l’economia e la qualità della vita dei residenti.

“Una realtà così centrale e dinamica non può più essere ignorata”, ha dichiarato, evidenziando la necessità di una pianificazione mirata per garantire parità di accesso a un servizio pubblico essenziale.

Le richieste al Governo: mappatura, piano nazionale e tempistiche

L’interrogazione avanzata da Ambrosi comprende quattro domande principali:

  • Quante stazioni in Italia sono ancora prive di ascensori o montacarichi, e quali disagi causano;

  • Quali misure siano previste per migliorare l’accessibilità, in particolare in aree interne e turistiche;

  • Se esista un piano di intervento per la stazione di Domegliara-Sant’Ambrogio, con relativi tempi di attuazione;

  • Quali strategie nazionali siano previste per garantire l’accessibilità completa delle stazioni ferroviarie, e in quali tempi.

Un impegno per un’Italia più giusta e inclusiva

Ambrosi ha ribadito come le stazioni rappresentino il primo contatto tra i cittadini e la rete dei trasporti pubblici, e che renderle accessibili significa costruire un Paese che si prende cura di tutti, senza esclusioni.

“L’Italia ha le risorse e le capacità per diventare un modello di inclusione”, ha affermato, richiamando le istituzioni a un senso di responsabilità verso i cittadini più fragili. Le infrastrutture pubbliche, ha aggiunto, devono essere esempio concreto di equità e democrazia, non solo promesse su carta.

Un segnale di civiltà

In un contesto in cui la mobilità inclusiva è ancora troppo spesso trascurata, l’intervento di Ambrosi punta a rimettere al centro le persone, non solo i progetti. Ogni ascensore installato, ogni barriera abbattuta, rappresenta un passo verso un’Italia che non chiede “chi sei” prima di offrirti un servizio, ma che risponde con i fatti al bisogno di equità.

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