Coniugi trovati morti dopo mesi a Montericco, sarà il Comune a organizzare i funerali

Marco Steffenoni e Maria Teresa Nizzola giacevano in casa da mesi: nessun parente ha reclamato le salme, ora affidate al Comune di Verona

Tragedia della solitudine a Montericco, nel Veronese, dove una coppia di anziani è stata trovata senza vita nella propria abitazione dopo mesi di silenzio. Si tratta di Marco Steffenoni e Maria Teresa Nizzola, i cui corpi sono stati scoperti a marzo, in avanzato stato di decomposizione. Una vicenda che ha scosso la comunità locale e acceso i riflettori sul fenomeno dell’isolamento sociale tra gli anziani.

Nessun familiare ha reclamato le salme

A distanza di settimane dal ritrovamento, le salme dei due coniugi si trovano ancora presso l’istituto di medicina legale dell’ospedale di Borgo Roma, in attesa delle esequie. Nessun familiare si è fatto avanti per reclamare i corpi, né per assumersi l’onere dell’organizzazione dei funerali. Di conseguenza, sarà il Comune di Verona a farsi carico del rito funebre, seguendo quanto previsto per i casi di persone senza parenti o in condizioni di indigenza.

Una scoperta drammatica dopo mesi di silenzio

La scoperta era avvenuta solo dopo l’intervento delle forze dell’ordine, allertate dai vicini preoccupati per l’assenza prolungata della coppia, che da tempo non dava segni di vita. Una volta entrati nell’abitazione, gli agenti hanno trovato i corpi senza segni evidenti di violenza, portando a ipotizzare cause naturali, poi confermate dagli esami autoptici.

Secondo quanto emerso, i due erano probabilmente deceduti da mesi, in un silenzio interrotto solo dall’allarme del vicinato. Una situazione che ha fatto emergere con forza il tema dell’abbandono e della fragilità sociale, soprattutto tra le persone anziane che vivono sole.

Il Comune interverrà per garantire una degna sepoltura

In assenza di familiari, il Comune ha avviato le procedure previste per i funerali a carico dell’amministrazione pubblica, con l’obiettivo di assicurare una sepoltura dignitosa a entrambi i coniugi. I servizi sociali, insieme all’ufficio anagrafe, hanno verificato la mancanza di eredi o parenti prossimi disponibili a occuparsi delle esequie.

Questa vicenda ha sollevato interrogativi su come le istituzioni possano prevenire situazioni simili, potenziando i servizi di prossimità e di monitoraggio per le persone fragili o isolate.

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