Fiab Verona torna a sollecitare l’Amministrazione comunale affinché completi l’importante collegamento ciclopedonale tra Boscomantico e la diga di Chievo, un’infrastruttura lunga 1,5 km che unisce la fine della pista del canale Biffis con l’inizio di quella del canale Camuzzoni, passando per via Aeroporto Angelo Berardi. Un’opera strategica per la mobilità dolce veronese, ma ancora incompleta nel suo tratto più critico e pericoloso.
Il tratto scoperto: 300 metri senza sicurezza
L’intervento, avviato nel luglio 2023, è stato finanziato dalla Regione Veneto e comprende anche un secondo collegamento tra via San Marco e la stazione ferroviaria di Verona Porta Nuova. Tuttavia, gli ultimi 300 metri della discesa su via Berardi, in prossimità dell’istituto superiore Angelo Berti e dell’ingresso al parco della diga di Chievo, non sono attualmente coperti da finanziamento e risultano stralciati dalla fase cantieristica, secondo quanto riportato da FIAB.
Questo tratto è particolarmente delicato, sia per la pendenza che per la promiscuità del traffico veicolare, e viene quotidianamente percorso da numerosi pedoni e ciclisti, anche in orari notturni. La mancanza di protezioni adeguate rappresenta un rischio reale per l’utenza vulnerabile.
L’appello all’Amministrazione comunale
Fiab Verona chiede ora all’Amministrazione di destinare parte dei 30 milioni di euro dell’avanzo di amministrazione 2024, che secondo un comunicato del Comune saranno utilizzati nel 2025 per opere urgenti e cantierabili a breve, proprio al completamento del tratto mancante della pista. Le priorità annunciate riguardano interventi sulla viabilità urbana, e Fiab sottolinea come la ciclabilità e la sicurezza stradale debbano far parte a pieno titolo di tali investimenti.
Un collegamento strategico per la mobilità sostenibile
Il collegamento tra Boscomantico e Chievo rappresenta un asse fondamentale per la mobilità ciclabile nella zona ovest di Verona, connettendo due piste esistenti e attraversando aree ad alta frequentazione, tra cui quartieri residenziali, istituti scolastici e spazi verdi. “È in gioco l’incolumità dell’utenza vulnerabile e il senso complessivo del progetto”, ribadisce Fiab, sottolineando l’urgenza di dare continuità e coerenza infrastrutturale al tracciato.
Verso una città più sicura e accessibile
L’intervento richiesto da Fiab è in linea con le politiche promosse dal Comune per favorire stili di vita sostenibili e sicuri, e si inserisce in un contesto più ampio di riqualificazione urbana e incentivazione della mobilità alternativa all’auto privata. Completare il tratto mancante non richiederebbe nuove progettazioni, ma soltanto l’attivazione di risorse economiche già disponibili.