L’ipotesi di un dazio del 200% sui vini europei, avanzata dal presidente americano Donald Trump, sta mettendo in allarme il settore vinicolo italiano. Andrea Lavagnoli, presidente di Cia Verona, ha espresso forte preoccupazione per le possibili ripercussioni economiche su uno dei mercati di riferimento per il vino scaligero.
“Gli Stati Uniti sono il nostro principale sbocco commerciale. Una tassazione così elevata azzererebbe il nostro export” dice.
Danni miliardari per il vino italiano
L’applicazione di un dazio così spropositato potrebbe avere conseguenze devastanti per il settore. Secondo Lavagnoli, l’impatto non riguarderebbe solo le etichette più celebri, ma l’intero comparto vinicolo della provincia. “Un colpo del genere metterebbe in ginocchio non solo il Valpolicella e l’Amarone, ma tutte le altre DOC scaligere. E sarebbe ancora più grave considerando che nel 2024 l’export verso gli USA è cresciuto del 7% rispetto all’anno precedente”.
La concorrenza internazionale è pronta ad approfittarne
L’eventuale introduzione dei dazi favorirebbe inevitabilmente i competitor internazionali, creando uno squilibrio nel mercato globale del vino.
“Se il vino italiano diventasse troppo costoso per i consumatori americani, produttori di Paesi come Argentina, Cile e Australia avrebbero campo libero. Una volta persa una quota di mercato così rilevante, sarebbe estremamente difficile riconquistarla”.
Il settore vinicolo italiano attende ora sviluppi concreti, nella speranza che l’Europa riesca a negoziare soluzioni che evitino un impatto economico così devastante.