Produzione di miele in crisi: il Millefiori quasi azzerato in Veneto

Gli apicoltori veronesi in difficoltà a causa del clima sfavorevole: calo drastico delle produzioni e api da nutrire artificialmente

Il 2024 si prospetta un anno disastroso per la produzione di miele in Veneto e in provincia di Verona. Il Millefiori è stato quasi azzerato, così come molte varietà monofloreali primaverili. La situazione è così critica che gli apicoltori sono stati costretti a nutrire artificialmente le api con candito e sciroppi di soccorso.

A lanciare l’allarme è Matteo Villa, apicoltore e responsabile del Centro di Assistenza Tecnica dell’Associazione Regionale Apicoltori del Veneto. «Siamo ancora in fase di valutazione, ma i primi dati sono preoccupanti. Invitiamo i consumatori a scegliere miele italiano, perché quest’anno la produzione è stata estremamente difficile», spiega Villa.

Un settore in difficoltà

L’Associazione Regionale Apicoltori del Veneto è cresciuta notevolmente negli ultimi anni, passando da 300 associati nel 2011 a oltre 650 nel 2025 nella sola provincia di Verona e raggiungendo 3.000 iscritti in tutta la regione. Tuttavia, il settore apistico sta vivendo una crisi senza precedenti, con effetti non solo sugli apicoltori professionisti – una quindicina in tutto il Veronese – ma anche sulle aziende agricole multifunzionali che allevano api come attività complementare.

Daniela Begnini, vicepresidente dell’Associazione Regionale e consigliera dell’Osservatorio Nazionale Miele, sottolinea un aspetto cruciale: un terzo del cibo che consumiamo dipende direttamente o indirettamente dall’attività delle api e degli altri impollinatori. La loro riduzione impatta non solo sulla produzione di miele, ma anche sull’agricoltura e sull’intero ecosistema.

I dati della crisi

Le condizioni climatiche sfavorevoli hanno influito pesantemente sulla produzione. Se piove, fa freddo o c’è siccità durante la stagione di raccolta del polline e del nettare, il miele non viene prodotto. Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Miele, la produzione minima per garantire sostenibilità economica dovrebbe attestarsi sui 20 kg di miele per alveare a raccolto, con 3-5 raccolti all’anno.

La realtà del 2024 è ben diversa:

  • Aprile: produzione di Millefiori quasi azzerata in tutto il Veneto e nel Veronese.
  • Maggio: il miele di acacia, solitamente il più importante, ha registrato una produzione tra 0 e 4 kg per alveare in Veneto e solo 1,5 kg in provincia di Verona.
  • Giugno: la produzione di tiglio ha segnato dati migliori, tra 4 e 20 kg per alveare in Veneto, con una media di 7,5 kg nel Veronese.
  • Giugno-luglio: anche il miele di castagno ha subito un calo, con una produzione media di 4 kg per alveare a livello regionale e 7 kg nel Veronese.

Apicoltori in difficoltà: diversificare o cambiare lavoro

Di fronte a una situazione tanto critica, molti apicoltori stanno cercando di sopravvivere diversificando la propria produzione o addirittura abbandonando il settore. «Attendiamo di vedere come si chiuderà l’annata, ma le prospettive non sono buone», conclude Begnini.

Il settore apistico veneto rischia un drastico ridimensionamento, con conseguenze non solo economiche, ma anche ambientali e agricole. La speranza è che le condizioni meteo migliorino nei prossimi mesi e che un numero sempre maggiore di consumatori scelga miele italiano, sostenendo un comparto fondamentale per l’ecosistema e l’economia locale.

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