Fine vita, scontro politico in Veneto: Zaia attaccato da Fratelli d’Italia e Pd

Il governatore: "Basta ipocrisie". Ma Donazzan e Polato lo criticano: "Scelta elettorale"

Luca Zaia

Le dichiarazioni di Luca Zaia sul fine vita accendono il dibattito politico in Veneto. Dopo l’approvazione della legge sul suicidio assistito in Toscana, il governatore ha ribadito la sua posizione, sottolineando che il tema è già regolato dalla sentenza della Corte Costituzionale del 2019 e che la priorità deve essere la libertà del cittadino. Le sue parole, però, hanno scatenato aspre critiche sia da Fratelli d’Italia che dal Partito Democratico, riaprendo le tensioni in vista delle prossime elezioni regionali.

Le critiche di Fratelli d’Italia: “Zaia irrispettoso verso il Consiglio regionale”

L’attacco più forte arriva da Elena Donazzan, eurodeputata di FdI ed ex assessora regionale, e da Daniele Polato, entrambi contrari alla regolamentazione del fine vita. “Zaia dovrebbe essere più rispettoso della volontà del Consiglio regionale“, dichiarano, ricordando che nel 2023 la proposta di legge sul suicidio assistito fu bocciata in Veneto, con 25 voti favorevoli, 22 contrari e 3 astenuti (considerati voti contrari).

Secondo Donazzan e Polato, la priorità deve essere il potenziamento delle cure palliative, per evitare che il dibattito sul fine vita diventi un tema elettorale. “Abbiamo sempre chiesto strumenti per alleviare la sofferenza, ma la sanità veneta deve garantire prima di tutto assistenza e dignità”, aggiungono.

Il Pd: “Solo annunci, la Toscana garantisce certezze”

Sul fronte opposto, Vanessa Camani, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, accusa Zaia di limitarsi alle dichiarazioni senza fatti concreti: “Mentre in Toscana si garantiscono tempi e modalità certe per il suicidio assistito, in Veneto si è persa un’occasione”. Il Pd ora chiede almeno un regolamento chiaro in materia.

Le repliche della Lega e le tensioni nel centrodestra

A difendere Zaia è Alberto Villanova, presidente dell’intergruppo Lega-Lista Zaia, che risponde sia a FdI che al Pd: “La sinistra ha trasformato il fine vita in un autogol politico. E Fratelli d’Italia non può limitare la libertà dei malati che hanno diritto a una scelta regolata”.

Villanova respinge anche il tentativo di contrapporre cure palliative e suicidio assistito: “Le due cose non si escludono a vicenda. Il Veneto è la prima regione in Italia per cure palliative erogate”.

Anche il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, si schiera con Zaia: “Il Parlamento deve colmare il vuoto normativo. Non possiamo lasciare i cittadini da soli”.

Il ruolo del Parlamento e le posizioni dei movimenti pro-vita

Il dibattito si estende anche a livello nazionale. Domenico Menorello, coordinatore del network “Ditelo sui tetti”, critica la possibilità che il Veneto possa regolamentare il suicidio assistito con un atto amministrativo: “Sarebbe un pericoloso precedente che ridurrebbe l’orientamento alla vita del servizio sanitario”.

Il tema del fine vita resta quindi un nodo irrisolto per il Veneto e per l’Italia, tra esigenze di libertà individuale, tutela della dignità e questioni politiche sempre più divisive.

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