Il Caffè Dante, storico locale di Piazza dei Signori a Verona, ha chiuso i battenti alla fine di dicembre. Un cartello sulla porta annuncia la chiusura “temporanea”, ma la realtà è più complessa: il gestore ha presentato un’istanza per interrompere anticipatamente il contratto a causa delle difficoltà economiche. La Provincia di Verona, proprietaria dell’immobile, ha accolto la richiesta e ora si prepara a indire una nuova gara per trovare un nuovo gestore.
Obiettivo riapertura: Vinitaly e la stagione turistica alle porte
Il presidente della Provincia, Flavio Pasini, ha confermato che si sta valutando anche una soluzione temporanea per far ripartire l’attività nei prossimi mesi, almeno fino al nuovo bando. Il motivo? Ad aprile si terrà il Vinitaly, evento di punta per Verona, e lasciare chiuso un locale così simbolico proprio in quell’occasione rappresenterebbe un danno d’immagine ed economico.
Il mancato incasso del canone d’affitto del locale, stimato in circa 20mila euro al mese, potrebbe far perdere alla Provincia fino a 100mila euro se la riapertura slittasse oltre l’estate. Pasini si dice fiducioso: “Stiamo lavorando per chiudere la partita in tempi rapidi”. La procedura prevede l’istituzione della nuova gara, la raccolta delle manifestazioni d’interesse e l’approvazione della Soprintendenza.
Un pezzo di storia veronese che fatica a resistere
Il Caffè Dante non è solo un esercizio commerciale, ma un simbolo della cultura e della storia di Verona. Negli anni ha ospitato artisti, poeti, politici e amministratori pubblici, diventando un punto di riferimento per la città. Eppure, nonostante la sua posizione privilegiata, il locale ha sofferto la crisi economica post-pandemia.
Durante il Covid, il settore della ristorazione ha subito un duro colpo, e la ripresa non è mai stata pienamente raggiunta. Alla fine del 2023, i circa 20 dipendenti del Caffè Dante – tra cuochi e camerieri – sono stati licenziati. Ora la speranza è che un nuovo gestore possa rilanciare il locale e restituirgli il ruolo che ha sempre avuto nella vita della città.
Nel frattempo, mentre si attende la riapertura, i veronesi osservano con dispiacere le porte chiuse del loro caffè storico, con la statua di Fracastoro che, secondo leggenda, continua a trattenere la sua famosa palla, forse in attesa di tempi migliori.