I disturbi del comportamento alimentare (DCA) rappresentano un problema sempre più diffuso, con un impatto significativo sulla salute fisica e mentale. A Verona, nel 2024, sono state 600 le persone in cura presso il Centro per i DCA dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Borgo Roma. Un dato preoccupante è che il 16% di questi pazienti ha meno di 14 anni, segno di un abbassamento dell’età di insorgenza di questi disturbi.
Un fenomeno in crescita post-pandemia
Secondo gli esperti, la pandemia ha contribuito all’aumento del 40% dei casi e a una maggiore gravità dei sintomi, spesso accompagnati da disturbi psichiatrici. Restrizione alimentare, abbuffate, vomito autoindotto e altre manifestazioni dei DCA possono portare a conseguenze gravi, tra cui un aumento del rischio di morte prematura.
“La compresenza di DCA con altre patologie psichiatriche è sempre più frequente ed è di difficile trattamento” spiega Giuseppe Imperadore, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Ulss 9 Scaligera. Per questo motivo, è fondamentale un approccio multidisciplinare, che coinvolga anche la neuropsichiatria infantile.
Prevenzione e diagnosi precoce: il ruolo di famiglia e scuola
Molti casi non vengono diagnosticati tempestivamente, perché i sintomi vengono spesso sottovalutati o negati. La famiglia e la scuola giocano un ruolo cruciale nella prevenzione, favorendo un rapporto sano con il cibo e un’immagine corporea equilibrata.
“Lavoriamo per informare e sensibilizzare, perché il riconoscimento precoce può fare la differenza” sottolinea Elisa La Paglia, assessora alla Salute del Comune di Verona. L’obiettivo è creare una rete di supporto tra servizi sanitari, scuola e comunità, per garantire un’assistenza adeguata ai giovani più a rischio.
Il Centro per i DCA di Verona offre cure ambulatoriali e in day hospital per rispondere al crescente bisogno di assistenza. Tuttavia, gli esperti avvertono: solo una piccola parte delle persone affette da DCA accede alle cure necessarie.
Un problema da affrontare con urgenza
L’aumento dei casi tra i più giovani e la correlazione con disturbi psichiatrici rendono indispensabile un’azione concreta e tempestiva. Investire sulla prevenzione, la diagnosi precoce e il supporto multidisciplinare è fondamentale per ridurre l’impatto di questi disturbi e migliorare la qualità della vita dei pazienti.