La canonizzazione di Vincenza Maria Poloni, fondatrice dell’Istituto Sorelle della Misericordia, rappresenta un momento storico per la città di Verona e per tutta la comunità cattolica. Nata il 26 gennaio 1802 e scomparsa l’11 novembre 1855, Vincenza Maria Poloni ha dedicato la sua vita al servizio del prossimo, incarnando valori intramontabili come la carità, l’umiltà e la dedizione al bene comune.
La notizia della sua santificazione arriva grazie al riconoscimento di un miracolo attribuito alla beata. Il decreto è stato ufficialmente approvato da Papa Francesco durante un’udienza con il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero per le Cause dei Santi. Oltre a Poloni, i decreti firmati dal Pontefice aprono la strada alla beatificazione di altre sei figure straordinarie.
“Un esempio di fede e dedizione senza tempo”
Il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, ha accolto con entusiasmo la notizia, sottolineando l’importanza del messaggio lasciato dalla futura santa: “La proclamazione di Vincenza Maria Poloni come santa è una splendida notizia per Verona e per tutti coloro che si ispirano alla sua testimonianza di amore e servizio al prossimo. L’opera che ha avviato con l’Istituto delle Sorelle della Misericordia continua a vivere, offrendo un modello di rettitudine, pazienza, umiltà e carità. Questi valori sono fondamentali per costruire un mondo più giusto, solidale e accogliente”.
L’eredità spirituale e morale di Vincenza Maria Poloni non smette di ispirare chiunque scelga di mettere al centro della propria vita il servizio agli altri. La sua canonizzazione rappresenta non solo un riconoscimento ufficiale della sua santità, ma anche un invito a riscoprire i valori che rendono una società più unita e compassionevole.