In Veneto, e in particolare nelle città di Verona, Vicenza e Rovigo , numerose strutture destinate agli affitti brevi irregolari risultano, nonostante l’introduzione di normative che prevedono l’obbligo di un Codice Identificativo Nazionale (CIN) , la presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) e l’adeguamento ai requisiti di sicurezza. Secondo i dati forniti dal Ministero del Turismo, su un totale di 57.569 strutture registrate , ben 7.484 (circa il 13%) non hanno ancora richiesto il CIN, esponendosi a controlli e pesanti sanzioni.
Le irregolarità più gravi nelle città venete
A Verona , città con uno dei numeri più alti di CIN rilasciati (11.751), circa il 12% degli affitti brevi risulta ancora irregolare. Situazioni simili si registrano a Vicenza, Treviso e Belluno , con percentuale significativa di strutture non conformi. Il caso più critico, tuttavia, riguarda Rovigo , dove il 19% delle strutture non rispetta la normativa vigente.
Le irregolarità non si limitano alla mancata richiesta del CIN: molte strutture non sono nemmeno registrate, rendendo impossibile stabilire numeri certi. Per contrastare questo fenomeno, sono stati avviati controlli su scala nazionale, estesi sia alle grandi città che ai piccoli borghi.
Molte salatissime per chi non rispetta le regole
Le sanzioni previste dalla normativa possono raggiungere cifre considerevoli. La mancanza del CIN , ad esempio, può comportare multe fino a 8.000 euro , mentre la mancata esposizione dello stesso all’interno delle strutture può costare da 500 a 5.000 euro . Inoltre, l’assenza di dispositivi di sicurezza obbligatori, come estintori e rilevatori di fumo, può comportare ulteriori multe fino a 6.000 euro .
Un impegno per la legalità
L’obiettivo delle nuove regole è garantire maggiore sicurezza ai turisti e combattere l’abusivismo nel settore. Tuttavia, la resistenza da parte di alcuni proprietari di immobili rende necessaria un’intensificazione dei controlli e l’applicazione di severe sanzioni. Solo con una maggiore conformità sarà possibile rendere il mercato degli affitti più breve trasparente e sicuro, tutelando sia i viaggiatori che gli operatori onesti.