Emergenza anziani: entro il 2050 gli over 80 raddoppieranno e le case di riposo saranno insufficienti

Roberto Volpe, presidente di Uripa, lancia l’allarme: «La politica ignora gli anziani, ma tra 25 anni avremo un’emergenza sociale, sanitaria ed economica senza precedenti»

Entro il 2050, la popolazione over 80 in provincia di Verona passerà dagli attuali 67.945 a 117.545, quasi il doppio. Questa crescita demografica rischia di mettere in crisi un sistema già oggi in difficoltà, con liste d’attesa interminabili per accedere alle RSA, carenza cronica di personale e costi sempre più elevati per le famiglie.

I numeri di un’emergenza già in atto

Secondo Roberto Volpe, presidente dell’Unione Regionale degli Istituti per Anziani del Veneto (Uripa), la situazione è già critica:

  • In Veneto mancano 3.000 operatori socio-sanitari (OSS) e almeno 1.500 infermieri.
  • Nelle RSA venete, 10.000 non autosufficienti sono in lista d’attesa per un posto letto, di cui 1.800 solo nel Veronese.
  • La regione conta 347 strutture pubbliche e private, con 32.983 posti letto accreditati per non autosufficienti, ma non bastano.

Nel Veronese, l’Ulss 9 Scaligera è quella con il maggior numero di posti letto (5.577) distribuiti su 73 RSA. Nel 2024, questa Ulss ha ricevuto 95 milioni di euro dal fondo regionale per la residenzialità dei non autosufficienti, ma il finanziamento è insufficiente a coprire i costi crescenti.

Un futuro insostenibile senza investimenti

Volpe denuncia una mancanza di lungimiranza politica, con anni di scelte inadeguate e scarsa attenzione al tema della vecchiaia. «Nonostante l’Italia sia il secondo paese più anziano al mondo dopo il Giappone, il PNRR non ha destinato neanche un euro per le strutture residenziali. Gli anziani sono stati completamente dimenticati», sottolinea.

Tra 25 anni, l’età media degli ospiti nelle RSA sarà di circa 85 anni, con molteplici patologie da gestire. La crescita degli over 80 avrà un impatto devastante sul sistema sociale, sanitario ed economico, se non si interverrà tempestivamente.

Liste d’attesa e carenza di personale

Uno dei problemi più urgenti riguarda le liste d’attesa per accedere alle RSA. Per garantire un posto ai 10.000 anziani attualmente in lista in Veneto, servirebbero almeno 8.000 nuovi operatori socio-sanitari. Tuttavia, il sistema soffre già oggi di una carenza di 3.000 OSS.

Oltre alla carenza di personale, Volpe sottolinea che il rincaro delle rette giornaliere, aumentate fino a 3 euro, è stato un passaggio necessario per far fronte al rinnovo dei contratti e all’aumento dei costi energetici. «Le RSA consumano enormi quantità di energia per acqua calda e condizionamento, ma non riceviamo alcun sostegno dallo Stato, al contrario di altri settori come l’industria», denuncia.

Un problema politico e sociale

Volpe critica duramente le istituzioni, accusandole di miopia e scarsa attenzione al tema della vecchiaia. «La politica non si occupa degli anziani perché non portano consensi elettorali. La costruzione di superstrade e campi da padel è preferita agli investimenti in RSA e servizi per i non autosufficienti. Questo atteggiamento ci costerà caro in futuro», afferma.

Cosa fare per evitare il collasso

Per affrontare la crisi demografica e sociale che si prospetta nei prossimi decenni, Volpe propone una serie di interventi urgenti:

  1. Investire in nuove RSA e ampliare i posti letto disponibili.
  2. Potenziare i finanziamenti pubblici per sostenere i costi crescenti delle strutture.
  3. Incentivare la formazione e l’assunzione di OSS e infermieri, offrendo condizioni lavorative migliori per attrarre personale qualificato.
  4. Promuovere l’assistenza domiciliare, riducendo i costi per le famiglie e alleggerendo la pressione sulle RSA.

Una sfida per il futuro del paese

La crescita degli over 80 rappresenta una delle sfide più complesse per il sistema socio-sanitario italiano. Senza interventi mirati, il 2050 rischia di portare un collasso del sistema di assistenza agli anziani, con gravi ripercussioni sociali ed economiche.

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