Trasporto pubblico locale: a Verona oltre 3 milioni dal fondo nazionale TPL

Il Parlamento modifica i criteri di riparto del fondo per il trasporto pubblico locale: soddisfazione della Regione Veneto per un provvedimento che sostiene il settore

Il Parlamento ha approvato un emendamento cruciale per il trasporto pubblico locale (TPL), che rivede i criteri di riparto del fondo nazionale, garantendo risorse fondamentali per i territori. A Verona arriveranno oltre 3 milioni di euro, mentre l’intero Veneto beneficerà di un finanziamento complessivo di oltre 22 milioni.

Un emendamento per superare criticità

La norma approvata posticipa al 2025 l’applicazione dei criteri introdotti nel 2024, consentendo alle Regioni di lavorare all’approvazione dei Livelli Adeguati di Servizio (LAS) entro il 30 giugno 2025. Questi saranno operativi dal 2026, offrendo il tempo necessario per un approfondimento condiviso tra istituzioni e operatori del settore.

La vicepresidente del Veneto Elisa De Berti ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, sottolineando il lavoro di squadra tra ministero, Regioni e parlamentari veneti. “Con questo emendamento poniamo fine a una situazione che avrebbe comportato un taglio immotivato di 31 milioni di euro per il Veneto,” ha dichiarato De Berti, ringraziando anche il ministro Matteo Salvini per l’attenzione alla questione.

I fondi assegnati per il 2024

Per l’anno 2024, la Regione Veneto ha definito la distribuzione dei fondi destinati agli enti gestori del trasporto pubblico locale:

  • Venezia: 9.024.590,62 euro
  • Verona: 3.100.122,60 euro
  • Padova: 3.358.728,37 euro
  • Vicenza: 2.309.658,86 euro
  • Treviso: 2.361.015,68 euro
  • Belluno: 1.117.928,56 euro
  • Rovigo: 925.928,46 euro

Oltre a queste risorse, si aggiungono ulteriori 50 milioni di euro stanziati dallo Stato per il 2024, destinati al trasporto pubblico su gomma, e uno stanziamento di oltre 15 milioni per compensare i mancati ricavi dovuti alla pandemia nei periodi 2020-2022.

Flessibilità e sostegno al settore

Un altro intervento importante riguarda l’estensione della flessibilità nel calcolo dei servizi minimi, portata dal 5 al 10 per cento. Questa misura tiene conto delle difficoltà che il TPL affronta, tra cui la carenza di personale conducente. Secondo De Berti, questo passo è fondamentale per garantire l’efficienza dei servizi in un momento ancora segnato da incertezze e complessità operative.

Un futuro più solido per il trasporto pubblico

Grazie al lavoro congiunto tra Parlamento e Regioni, il TPL potrà affrontare il 2024 con maggiori risorse e strumenti adeguati per migliorare l’offerta di trasporto sul territorio. Il finanziamento garantisce continuità ai servizi essenziali, contribuendo alla sostenibilità e alla mobilità delle comunità locali.

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