Allarme chiusura uffici postali a Verona: proteste dalla Cgil

Cinque uffici chiuderanno nel capoluogo, altri subiranno riduzioni del servizio. Critiche dai sindacati per il piano di razionalizzazione di Poste Italiane.

Ufficio postale Bonavicina

A Verona e provincia cresce la preoccupazione per la chiusura e la riduzione dei servizi degli uffici postali. La Cgil di Verona ha lanciato un duro appello contro il piano di razionalizzazione annunciato da Poste Italiane , che prevede modifiche significative a livello nazionale e regionale. Secondo il sindacato, questa strategia punta più al profitto che al servizio pubblico, rischiando di penalizzare migliaia di cittadini.

Le modifiche in Veneto e Verona

In tutta la regione Veneto, 67 uffici postali saranno interessati dalla riorganizzazione: 15 chiuderanno, 33 ridurranno i giorni di apertura, e 19 taglieranno il servizio giornaliero . A Verona e provincia, i numeri parlano chiaro: 11 uffici coinvolti, di cui cinque chiuderanno completamente (tutti nel capoluogo), cinque ridurranno i giorni di apertura e uno ridimensionerà il servizio giornaliero.

Nel comune di Verona, gli uffici postali destinati alla chiusura si trovano in via XX Settembre, via Marco Polo, Quinzano, Mizzole e all’Interporto. Queste scelte, denunciano i sindacati, avranno pesanti conseguenze per i residenti, soprattutto anziani e persone con difficoltà di spostamento.

Disagi per i cittadini

La Cgil evidenzia come queste decisioni colpiranno in modo particolare quartieri e frazioni meno serviti. Gli abitanti di Quinzano, ad esempio, dovranno recarsi agli uffici di via Mameli o Avesa , percorrendo quote significative. Situazione analoga per Veronetta, dove i residenti dovranno rivolgersi all’ufficio postale di Borgo Venezia, e per i frequentatori dell’ufficio di via Marco Polo, che saranno dirottati verso San Zeno o Chievo. A Mizzole, invece, gli utenti dovranno spostarsi fino a Montorio, con un tragitto di circa 3 chilometri.

Critiche alla gestione di Poste Italiane

Secondo la Cgil, le scelte di razionalizzazione derivano da una cronica carenza di personale che caratterizza il sistema postale in Veneto e nella provincia di Verona. I carichi di lavoro sono aumentati, rendendo meno attrattiva l’assunzione presso Poste Italiane e complicando il ricambio generazionale. Il sindacato lamenta una mancata disponibilità al dialogo da parte dell’azienda , che negli ultimi anni avrebbe ignorato ripetute richieste di confronto.

Un servizio sempre più distante

La chiusura degli uffici postali e la riduzione dei servizi rappresentano un colpo per la cittadinanza, specialmente in un’epoca in cui molte operazioni, dalla gestione delle pensioni ai pagamenti, passano ancora attraverso gli sportelli fisici. La Cgil ribadisce la necessità di garantire servizi pubblici capillari e accessibili, senza cedere esclusivamente alla logica del profitto.

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