Declassato il lupo a specie ‘protetta’: polemiche e soddisfazione dopo la decisione dell’Ue

Ambientalisti contro la scelta dell'Unione Europea, mentre la Lega e Coldiretti plaudono a un 'passo avanti' nella gestione della specie

lupo in Lessinia

Nei giorni scorsi, oltre 300 associazioni ambientaliste e per la tutela degli animali avevano esortato gli Stati membri dell’Unione Europea a respingere la proposta della Commissione Europea di modificare lo status del lupo da “rigorosamente protetto” a semplicemente “protetto”. Tuttavia, l’Ue ha deciso di procedere con il declassamento, suscitando reazioni contrastanti.

La Lega: “Una vittoria per la gestione del territorio”

Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo, ha accolto positivamente l’approvazione della proposta da parte del Consiglio dell’Ue, avvenuta il 25 settembre 2024. “Questo risultato è un significativo passo avanti per il riconoscimento delle problematiche legate alla presenza del lupo sul nostro territorio. Finalmente l’Europa ha preso atto di una realtà evidente a tutti, e che necessitava di misure adeguate”, ha dichiarato Borchia. Egli ha inoltre sottolineato l’importanza di implementare strumenti di gestione efficaci, anche in vista del prossimo Consiglio Compet, invitando il ministro Urso a sostenere la proposta.

Borchia ha ribadito la necessità di riportare la popolazione di lupi a livelli sostenibili, tenendo conto delle esigenze delle comunità locali. “La nostra priorità rimane la sicurezza degli agricoltori e la convivenza con la fauna selvatica. La decisione dell’UEerappresenta un primo passo verso soluzioni concrete e non ideologiche, come invece auspicato da alcune parti”.

La posizione di Coldiretti: “Finalmente un’azione concreta”

Anche Coldiretti ha espresso il proprio parere sul declassamento del lupo. Alex Vantini, presidente dell’organizzazione agricola veronese, ha manifestato soddisfazione per il fatto che la questione venga affrontata in modo concreto anche a livello europeo. “Finalmente le problematiche degli allevatori sono arrivate sui tavoli di Bruxelles. Ora possiamo sperare in un futuro più sereno per le nostre imprese agricole, gravemente provate dalla presenza del lupo”.

In collaborazione con l’Università di Sassari e l’esperto di lupi Duccio Berzi, Coldiretti Verona ha sviluppato un piano per mitigare il conflitto tra il predatore e l’attività zootecnica in Lessinia. Il progetto prevede un attento monitoraggio del territorio, con l’obiettivo di raggiungere una gestione consapevole e condivisa del fenomeno. “Non risolverà tutti i problemi – ha concluso Vantini – ma è un primo passo per garantire la sopravvivenza delle imprese zootecniche in difficoltà. Con il supporto della Regione, potremmo avviare azioni mirate a limitare l’impatto dei lupi più problematici”.

La decisione dell’UE di declassare il lupo ha sollevato un acceso dibattito tra chi vede in questa misura un rischio per la conservazione della specie e chi, invece, la considera necessaria per garantire una coesistenza sostenibile tra uomo e natura. Mentre il confronto prosegue, resta da vedere quali saranno i prossimi passi delle istituzioni e delle organizzazioni coinvolte nella gestione di questa delicata questione.

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