Tregnago, piccolo comune della provincia di Verona, è stato recentemente soprannominato il “Paese delle farfalle”, grazie all’eccezionale lavoro di Silvio Scandolara, naturalista che ha censito ben 72 specie di farfalle all’interno dei suoi 37 chilometri quadrati di territorio. Questa scoperta ha evidenziato la straordinaria biodiversità del comune, facendone una meta d’interesse per gli appassionati di natura e in particolare per chi studia i lepidotteri.
La scoperta di un tesoro naturalistico
Il territorio di Tregnago, con i suoi spazi incontaminati situati soprattutto nella zona orientale, si è rivelato un vero paradiso per le farfalle. In particolare, le aree della Val Tramigna, del monte Bellocca e delle dorsali che delimitano la Val d’Illasi sono risultate ricche di specie. Questa varietà di ambienti, dalle colline alla pianura, ha permesso a Scandolara di individuare una concentrazione di farfalle rara in così poco spazio. In tre anni di ricerca, ha raccolto oltre 1.200 segnalazioni di farfalle a Tregnago, facendone uno dei punti più significativi del Veronese.
La passione di Scandolara per i lepidotteri è nata solo tre anni fa, ma da allora il suo impegno non si è mai fermato. Ha percorso centinaia di chilometri tra Veneto e Trentino, censendo in totale 167 specie di farfalle, di cui 110 nella provincia di Verona. Di queste, ben 72 sono state osservate e catalogate nel solo territorio di Tregnago, un risultato straordinario che mette in luce l’importanza naturalistica dell’area.
Farfalle rare e biodiversità
Tra le farfalle censite da Scandolara, alcune sono estremamente rare. Un esempio è il Cupido osiris, una specie molto localizzata, probabilmente l’unica presente in tutto il Triveneto. Questa farfalla è stata più volte fotografata dal naturalista, contribuendo a rendere Tregnago un punto di riferimento per gli appassionati di farfalle.
Oltre al Cupido osiris, altre specie rilevanti includono l’Hipparchia semele e il Polyommatus thersites, molto simile al più comune Polyommatus icarus, la famosa farfalla azzurra che popola i prati italiani. Osservando attentamente, si nota una sottile differenza: il Polyommatus thersites ha un solo punto nero sull’ala anteriore, distinguendosi così dalla sua controparte più comune. La Pseudophilotes baton e la Limenitis camilla sono altre aggiunte alla lunga lista di farfalle che volano nei dintorni di Tregnago.
Un’altra farfalla che ha attirato l’attenzione del naturalista è la Favonius quercus, una specie rara ed elusiva. Scandolara, che si è imbattuto più volte in questa farfalla, descrive come essa voli raramente e preferisca rimanere immobile sulle foglie. Il suo colore grigiastro-beige la rende difficile da individuare, ma il naturalista è riuscito a fotografarla e documentarla con precisione.
Il legame con la storia di Tregnago
Non è solo la ricchezza naturalistica ad attirare l’attenzione su Tregnago. Il comune è anche il luogo d’origine di Abramo Massalongo, un celebre naturalista di fama internazionale, del quale quest’anno ricorrono i 200 anni dalla nascita. Scandolara considera il suo lavoro di documentazione delle farfalle come un modo per onorare la memoria di Massalongo e per far conoscere ai cittadini la ricchezza naturalistica del loro territorio.
Un futuro dedicato alla natura
La scoperta delle 72 specie di farfalle a Tregnago potrebbe rappresentare un’importante occasione per promuovere il turismo naturalistico nella zona. Serate informative e attività educative potrebbero essere organizzate per sensibilizzare la comunità sulla biodiversità locale e per attirare visitatori appassionati di fauna e flora.
Con le sue colline ricche di vita e un impegno costante nella conservazione della biodiversità, Tregnago si afferma come un piccolo gioiello naturalistico, degno del titolo di “Paese delle farfalle”.
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