Nel secondo trimestre 2024, l’attività manifatturiera a Verona ha subito una contrazione del 3,30% rispetto all’anno precedente, proseguendo la flessione già registrata nel primo trimestre. La previsione per settembre 2024 resta negativa, con una diminuzione stimata dell’1,43%. Confindustria Verona, attraverso il presidente Raffaele Boscaini, ha confermato che la debole inversione di tendenza sperata non si è concretizzata. Tuttavia, emergono segnali positivi dalle vendite verso i mercati extra-UE, che sono cresciute del 3,39%.
L’utilizzo della capacità produttiva si mantiene stabile: il 61% delle aziende segnala un utilizzo normale o soddisfacente, mentre il 39% lo ritiene insufficiente. Le vendite in Italia e nell’UE mostrano una flessione rispettivamente del -1,37% e -2,57%, aggravando un trend già negativo dal primo trimestre 2024.
I prezzi delle materie prime e dei prodotti finiti sono aumentati leggermente, con incrementi rispettivi di +0,44% e +0,33%. Tuttavia, la fiducia degli imprenditori rimane debole, con un indice di 5,2 su 10. Solo il 20% degli intervistati prevede un aumento della produzione nel prossimo trimestre.
Le intenzioni di investimento sono in calo: solo il 68% degli imprenditori prevede di mantenere o aumentare gli investimenti nei prossimi 12 mesi. Boscaini ha sottolineato che la pubblicazione dei decreti del Piano Transizione 5.0 non ha generato la spinta agli investimenti attesa, in parte a causa dei ritardi nell’implementazione delle agevolazioni.
Nonostante la situazione incerta, il 74% delle aziende dichiara prospettive di lavoro a medio-lungo termine, grazie ai solidi fondamentali economici della provincia, come il tasso di disoccupazione del 3,1% e la forte presenza sui mercati internazionali.