L’operazione della Guardia di Finanza denominata “Leonida”, che ha recentemente scosso la città di Verona, ha portato all’arresto di Enrico Benedetti e a quattro misure interdittive. Tuttavia, Amia, l’azienda veronese coinvolta, si dichiara completamente estranea ai reati principali. L’inchiesta, avviata dalla procura di Reggio Emilia, si concentra prevalentemente su Benedetti, presidente di Ecologia Soluzione Ambiente (Esa), accusato di aver usato metodi corruttivi, inclusa la fornitura di escort di lusso, per assicurarsi commesse pubbliche.
Amia, coinvolta marginalmente nell’inchiesta, è stata oggetto di perquisizioni principalmente per una procedura negoziata avviata l’1 giugno 2023. La procedura, finalizzata a trovare fornitori per cassonetti usati, non ha portato a contratti, in quanto l’offerta di Esa superava il prezzo base previsto e non rispondeva alle aspettative economiche di Amia. “Le procedure del codice degli appalti sono state pienamente rispettate”, afferma una nota di Amia, che si difende dalle accuse e chiarisce la propria posizione.
Il direttore generale di Amia, Ennio Cozzolotto, è sotto indagine per reati legati alla rivelazione di segreti d’ufficio e turbative in procedure di appalto, secondo il suo legale Claudio Avesani. Tuttavia, il legale sottolinea che nessun contratto è stato assegnato e respinge qualsiasi insinuazione che colleghi Cozzolotto a favoritismi indebiti. Avesani aggiunge che Cozzolotto è determinato a dimostrare la propria innocenza e la correttezza delle sue azioni, sperando di chiarire presto la sua posizione nell’ambito dell’indagine.