In Verona, la vigilanza è massima a causa dell’elevata concentrazione di particelle fini presenti nell’atmosfera, con misure eccezionali e restrizioni attuate per mitigarne l’effetto. Secondo gli ultimi dati forniti dall’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale (Arpav), il livello di inquinamento dell’aria persiste, mantenendo attive le restrizioni precedentemente imposte per ridurre tale inquinamento. La città continua a lottare contro uno smog opprimente che ha significativamente peggiorato la qualità dell’aria negli ultimi giorni. Di conseguenza, rimangono in vigore severe restrizioni alla circolazione veicolare e all’uso degli impianti di riscaldamento per contrastare l’inquinamento. Le rilevazioni effettuate dai monitor ambientali di Arpav confermano che Verona rimane sotto il livello di allerta massimo per lo smog, condizione iniziata il 30 gennaio e da allora mai revocata.
Per giovedì 8 e venerdì 9 febbraio, Verona sarà ancora in stato di allerta rossa. Questo implica la continuazione delle misure emergenziali relative alla mobilità. Tra le 8.30 e le 18.30, è proibita la circolazione di ciclomotori e motociclette Euro 0 ed Euro 1, veicoli a benzina fino a Euro 2, veicoli privati diesel fino a Euro 5, e per i veicoli commerciali diesel la restrizione è totale fino a Euro 4, mentre per Euro 5 è limitata alle ore 8.30-12.30. Le restrizioni si applicano in tutte le aree del comune ad eccezione di specifiche arterie stradali e percorsi designati verso la Fiera di Verona e i parcheggi di aree sportive e di intrattenimento.
Oltre ai divieti di circolazione, si impongono restrizioni anche sull’utilizzo degli impianti di riscaldamento a livello comunale. È vietato:
- Usare generatori di calore a biomassa legnosa (legna, cippato, pellet) che non rispettino una classe di prestazione emissiva di almeno 4 stelle, se esiste un sistema di riscaldamento domestico alternativo;
- Bruciare all’aperto materiali vegetali, eccetto quando necessario per motivi sanitari legati alla protezione di specie vegetali specifiche;
- Riscaldare ambienti non essenziali dell’abitazione, come cantine, ripostigli, scale;
- Distribuire liquami zootecnici;
- Accendere falò, barbecue e fuochi d’artificio a scopo ricreativo.
Per quanto riguarda la regolazione delle temperature massime all’interno degli edifici, sono imposti limiti specifici a seconda della tipologia di struttura, con una temperatura massima consentita di 18°C (con una tolleranza di 2°C) per la maggior parte degli edifici, e di 17°C (con tolleranza di 2°C) per quelli adibiti ad attività industriali e artigianali. Sono esentati da questi obblighi ospedali, strutture sanitarie, case di riposo, strutture mediche diagnostiche, edifici dedicati a persone con disabilità, asili nido, scuole dell’infanzia e altri istituti scolastici per i quali esistono normative nazionali specifiche.