Il recente annuncio di un grande processo di reclutamento per personale infermieristico e dirigenti medici ha generato dibattito, specialmente riguardo l’Ulss 9 Scaligera.
Secondo Anna Maria Bigon, membro del consiglio regionale, la leadership dell’Ulss 9 Scaligera ritiene di non avere bisogno di ulteriore personale infermieristico. Questa decisione è stata messa in discussione, considerando l’attuale e futura elevata richiesta di servizi sanitari.
Il primo dei due grandi bandi in questione termina il 11 gennaio, seguito da un altro il 18 gennaio. Entrambi mirano a incrementare il personale sanitario, con il primo bando che prevede l’assunzione di 439 infermieri per la regione del Veneto, e il secondo per l’assunzione di 48 dirigenti medici specializzati in ginecologia e ostetricia.
Nonostante questi sforzi per rafforzare il personale sanitario regionale, l’Ulss 9 Scaligera non sembra essere inclusa nel piano. Nessuno dei 48 dirigenti medici sarà assegnato alle strutture scaligere, e solo 20 dei 439 infermieri sono previsti per l’Aoui di Verona. Questa esclusione solleva preoccupazioni, soprattutto in relazione alla carenza di personale sanitario a livello regionale.
La consigliera Bigon ha anche evidenziato l’importanza del ruolo dell’infermiere nella riforma sanitaria territoriale imminente, soprattutto per quanto riguarda l’assistenza domiciliare e le nuove case della comunità, focalizzate sulle esigenze delle persone con malattie croniche o in condizioni di multimorbilità. Ha inoltre sollevato interrogativi riguardo la pianificazione e l’attivazione di nuovi reparti ospedalieri, sottolineando che nel 2023 sono stati annunciati bandi per 89 medici senza apparente considerazione per le necessità specifiche dei reparti.