Nuove frontiere nel trattamento del cancro al pancreas

Successo del progetto nITRO all'Università di Verona

L’Università di Verona ha recentemente raggiunto un traguardo significativo nel trattamento dell’adenocarcinoma pancreatico, grazie al progetto di ricerca clinica nITRO. Questo studio, che si è focalizzato su 107 pazienti, ha introdotto un regime terapeutico all’avanguardia, noto come Nalirifox, includendo un innovativo farmaco nanotecnologico, il nal-IRI.

La ricerca è stata guidata dal professor Davide Melisi, un’autorità nell’oncologia medica, che ha collaborato con diverse istituzioni prestigiose, tra cui l’Istituto veronese del pancreas e il Centro ricerche cliniche di Verona. L’ospedale Pederzoli e l’azienda farmaceutica Servier hanno fornito supporto essenziale al progetto. I risultati incoraggianti dello studio sono stati pubblicati sulla rinomata rivista European Journal of Cancer.

Il trattamento Nalirifox è stato applicato in un contesto preoperatorio, sia prima che dopo l’intervento chirurgico. Questo approccio ha migliorato notevolmente l’efficacia dell’intervento chirurgico e ha ridotto il rischio di recidiva della malattia, portando a un’estensione significativa delle aspettative di vita dei pazienti rispetto ai metodi tradizionali.

Gli esiti positivi dello studio nITRO hanno stabilito il regime Nalirifox come trattamento di prima scelta per i pazienti con malattia avanzata, come dimostrato dalla pubblicazione di uno studio sulla rivista Lancet e dall’inclusione di Nalirifox nelle linee guida Nccn per la pratica clinica oncologica. Questi risultati aprono nuove possibilità di trattamento anche per i pazienti con malattia operabile.

Il successo del progetto è stato reso possibile grazie all’intensa collaborazione tra vari settori dell’Istituto del Pancreas e al supporto fondamentale del Centro ricerche cliniche di Verona. Il professor Melisi ha dedicato i risultati dello studio a Claudio Bassi, un pioniere nel campo dei trattamenti neoadiuvanti, rendendo omaggio alla sua eredità scientifica e sottolineando l’importanza della collaborazione interdisciplinare nella ricerca oncologica.

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