Tentano un furto in autogrill con un jammer: arrestati due uomini

L'episodio è avvenuto in un'area di servizio dell'autostrada A4, nel territorio di Sommacampagna. I due sospettati, di 49 e 63 anni, sono stati individuati grazie alla segnalazione di un testimone e alle immagini delle telecamere. Il giudice ha disposto per entrambi il divieto di dimora nella provincia di Verona

Un dispositivo elettronico utilizzato per interferire con il segnale del telecomando dell’auto, una vettura con un vano nascosto e un’azione coordinata tra due persone. È questa la ricostruzione di un tentato furto avvenuto nel primo pomeriggio di venerdì 16 ottobre in un’area di servizio lungo l’autostrada A4, nel territorio comunale di Sommacampagna, in provincia di Verona.

A finire in manette sono stati due uomini di 49 e 63 anni, arrestati dalla polizia di Stato con l’accusa di aver agito in concorso per introdursi nell’automobile di un viaggiatore momentaneamente assente. A permettere l’intervento degli agenti è stata la segnalazione di una persona presente nell’area di ristoro, insospettita dai movimenti dei due uomini tra i veicoli parcheggiati.

Le verifiche successive, supportate dalle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza, avrebbero consentito di ricostruire le modalità dell’azione e di recuperare il dispositivo elettronico che sarebbe stato utilizzato per impedire la chiusura dell’automobile.

Il dispositivo elettronico per aprire l’auto

Il sistema utilizzato dai due sospettati è conosciuto come jammer, un apparecchio in grado di interferire con determinati segnali radio. In questo caso, secondo la ricostruzione degli investigatori, il dispositivo sarebbe stato impiegato per ostacolare il funzionamento del telecomando dell’automobile, impedendo la regolare chiusura delle portiere.

Approfittando dell’assenza temporanea dei proprietari, uno dei due uomini sarebbe così riuscito ad accedere all’abitacolo e a rovistare tra gli oggetti presenti nella vettura e i bagagli sistemati nel vano posteriore.

A notare la scena è stato un testimone che si trovava nell’area di ristoro. L’uomo avrebbe osservato i movimenti sospetti dei due individui e avrebbe deciso di avvisare le forze dell’ordine dopo aver visto uno di loro aprire la portiera di un’automobile e cercare tra gli effetti personali.

La segnalazione ha consentito di attivare rapidamente l’intervento della polizia stradale, evitando che la situazione passasse inosservata.

L’intervento della polizia stradale di Verona Sud

Poco dopo la chiamata, una pattuglia della sottosezione di polizia stradale di Verona Sud ha raggiunto l’area di servizio. Gli agenti hanno individuato i due uomini, che, secondo quanto ricostruito, avrebbero cercato di confondersi tra i clienti presenti nell’autogrill per non attirare l’attenzione.

Gli accertamenti sono proseguiti attraverso l’esame delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza. I filmati avrebbero permesso agli investigatori di delineare i ruoli dei due sospettati: mentre uno seguiva gli spostamenti dei proprietari dell’auto all’interno del punto di ristoro, l’altro sarebbe rimasto nei pressi del veicolo per introdursi nell’abitacolo.

Le registrazioni delle telecamere si sono rivelate decisive anche per individuare il jammer, che uno dei due uomini avrebbe cercato di nascondere tra i prodotti esposti nell’autogrill.

Il dispositivo, simile nell’aspetto a una comune batteria portatile, è stato recuperato e sequestrato. Per verificarne il funzionamento, gli agenti avrebbero effettuato una prova direttamente sull’automobile presa di mira, confermando la capacità dell’apparecchio di interferire con il sistema di chiusura.

Scoperto un doppio fondo nell’auto dei sospettati

Nel corso delle verifiche, la polizia ha individuato anche la vettura utilizzata dai due uomini per raggiungere l’area di servizio. All’interno dell’automobile, nella parte posteriore del sedile del conducente, sarebbe stato ricavato un doppio fondo.

Secondo gli investigatori, il vano nascosto potrebbe essere stato predisposto per occultare eventuali oggetti sottratti durante i furti. Anche questo elemento è stato preso in considerazione nell’ambito degli accertamenti sulla condotta dei due sospettati.

Le verifiche hanno inoltre fatto emergere un precedente a carico di uno degli uomini: lo scorso settembre sarebbe già stato denunciato per un tentativo di furto analogo, realizzato utilizzando la stessa tecnica basata sull’interferenza del segnale elettronico.

Il precedente ha rappresentato un ulteriore elemento emerso durante le indagini, mentre gli agenti completavano le attività necessarie a ricostruire l’episodio avvenuto lungo l’A4.

Convalidati gli arresti: divieto di dimora nel Veronese

Dopo l’intervento della polizia stradale, entrambi gli uomini sono stati arrestati. La vicenda è arrivata davanti al giudice nella mattinata di sabato 17 ottobre, quando sono stati convalidati i provvedimenti restrittivi.

Nei confronti dei due indagati è stata disposta la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Verona, mentre l’udienza è stata rinviata.

L’intervento si è concluso quindi con il sequestro del dispositivo elettronico, l’individuazione del veicolo utilizzato dai sospettati e l’adozione delle misure cautelari stabilite dall’autorità giudiziaria.

L’episodio richiama l’attenzione sui rischi legati ai furti nelle aree di servizio autostradali, dove i viaggiatori possono lasciare temporaneamente incustoditi i propri veicoli per entrare nei punti di ristoro. La tecnica contestata ai due uomini avrebbe sfruttato proprio il momento della chiusura dell’auto, facendo affidamento sull’interferenza con il telecomando.

La segnalazione tempestiva del testimone e il successivo esame dei filmati hanno consentito alla polizia di intervenire rapidamente e di raccogliere elementi utili alla ricostruzione dei fatti.

Redazione

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