Nessun pagamento straordinario da 100mila euro per ogni magistrato. È quanto precisano Marco Cucchetto, presidente dell’Associazione nazionale magistrati (ANM) di Verona, ed Ernesto d’Amico, presidente del Tribunale di Verona, intervenendo sulle notizie relative alle risorse economiche previste dal Governo per il 2027.
In una nota diffusa il 19 ottobre 2026, i due rappresentanti della magistratura veronese respingono l’interpretazione secondo cui ciascun magistrato sarebbe destinatario di un nuovo beneficio economico di tale entità .
La precisazione riguarda un fondo straordinario destinato anche alla copertura di arretrati retributivi, la cui natura, secondo i firmatari, sarebbe stata rappresentata in modo scorretto.
Fondo 2027, cosa prevedono gli adeguamenti retributivi
Al centro della controversia ci sono gli adeguamenti degli stipendi dei magistrati relativi al triennio 2018-2020, inizialmente calcolati in maniera errata dal ministero della Giustizia, secondo quanto ricostruito nella nota.
La questione ha dato origine a un procedimento amministrativo e giudiziario conclusosi davanti al Consiglio di Stato, con il riconoscimento degli importi dovuti.
Gli effetti del ricalcolo hanno interessato anche gli adeguamenti successivi, a partire dal 2021.
Le risorse previste per il 2027 servirebbero quindi anche a corrispondere somme già maturate, anziché finanziare un nuovo bonus attribuito indistintamente ai magistrati.
ANM: aumenti tra 50 e 200 euro mensili
Per chiarire le dimensioni economiche della vicenda, Cucchetto e d’Amico richiamano i conteggi effettuati dall’Ufficio sindacale dell’ANM.
Secondo tali elaborazioni, gli incrementi retributivi spettanti per legge sarebbero compresi indicativamente tra 50 e 200 euro al mese, con differenze legate all’anzianità di servizio.
Si tratta di aumenti periodici che possono generare arretrati riferiti a più annualità , ma che non corrispondono, secondo l’associazione, all’assegnazione di 100mila euro a ciascun magistrato.
La nota non indica un importo complessivo degli arretrati per ogni posizione individuale, limitandosi a contestare la cifra circolata nelle notizie oggetto della smentita.
Cucchetto e d’Amico: informazioni inesatte danneggiano la fiducia
La presa di posizione non riguarda soltanto gli aspetti economici. I due presidenti sottolineano anche le possibili conseguenze della diffusione di notizie inesatte sulle retribuzioni dei magistrati.
In una fase caratterizzata da difficoltà economiche per numerose famiglie, l’ipotesi di un pagamento da 100mila euro a testa potrebbe alimentare una percezione distorta del trattamento economico della categoria.
Cucchetto e d’Amico ritengono pertanto necessario distinguere tra benefici straordinari concessi discrezionalmente e somme riconosciute in applicazione delle disposizioni retributive vigenti.
Secondo i firmatari, la corretta ricostruzione della vicenda è importante anche per tutelare la fiducia dei cittadini nell’istituzione giudiziaria.
La distinzione tra arretrati e nuovi bonus
La questione centrale sollevata dall’ANM di Verona riguarda dunque la natura delle risorse previste per il 2027.
Gli importi contestati non sarebbero nuove gratificazioni economiche, ma somme derivanti da adeguamenti stipendiali e arretrati riconosciuti sulla base delle norme vigenti.
Con la dichiarazione del 19 ottobre, Cucchetto e d’Amico chiedono che il dibattito pubblico tenga conto di questa distinzione, evitando di presentare il fondo come un’erogazione uniforme da 100mila euro per magistrato.
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