Verona, difficoltà scolastiche individuate già in prima elementare: i risultati

Oltre 3.600 bambini coinvolti in un programma di prevenzione nelle scuole primarie. L’Ulss 9 gestisce circa 1.200 pratiche all’anno per disturbi specifici dell’apprendimento, mentre cresce l’attenzione verso diagnosi precoci e percorsi educativi personalizzati

insegnante tutor

Disturbi dell’apprendimento, a Verona la prevenzione comincia dai primi anni di scuola

Riconoscere tempestivamente le difficoltà scolastiche può fare la differenza nel percorso educativo di un bambino. A Verona, la collaborazione tra istituzioni scolastiche, servizi sanitari e amministrazione comunale sta contribuendo a rafforzare gli strumenti per individuare precocemente i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), favorendo interventi mirati prima che le difficoltà possano compromettere il rendimento e il benessere emotivo degli studenti.

I dati dell’Ulss 9 Scaligera evidenziano una significativa attività dei servizi territoriali: ogni anno vengono gestite circa 1.200 pratiche tra nuove diagnosi e rinnovi delle certificazioni relative ai disturbi dell’apprendimento. Complessivamente, nei quattro distretti sanitari, sono circa 7.400 gli utenti seguiti dai servizi dedicati all’età evolutiva.

Numeri che testimoniano una crescente attenzione verso le differenti modalità di apprendimento, senza necessariamente indicare un corrispondente aumento della diffusione dei disturbi nella popolazione scolastica.

Oltre 3.600 alunni coinvolti nel progetto di prevenzione

Uno degli strumenti principali adottati sul territorio è Pre.Dis.A, il progetto di prevenzione delle difficoltà dell’apprendimento, sviluppato attraverso la collaborazione tra Comune di Verona, istituti scolastici e servizi sanitari.

L’iniziativa, giunta al quarto anno di finanziamento, può contare su un investimento comunale di circa 70mila euro, al quale si affianca il contributo del Rotary per sostenere i costi della piattaforma utilizzata nelle attività.

Secondo i dati illustrati dall’assessore comunale alle Politiche educative, Elisa La Paglia, durante i primi tre anni il programma ha interessato complessivamente 3.667 bambini.

La partecipazione degli istituti è aumentata progressivamente, passando dalle 57 classi del primo anno alle 78 del secondo, fino alle 85 del terzo.

Nell’ultima annualità scolastica considerata, le attività di screening hanno raggiunto tutte le scuole primarie pubbliche del territorio comunale, consentendo di valutare 1.398 bambini.

Tra questi, 125 hanno mostrato fragilità nell’acquisizione delle competenze scolastiche, rendendo possibile l’avvio di specifici interventi di potenziamento.

Si tratta di un passaggio importante perché l’individuazione di una difficoltà non equivale automaticamente a una diagnosi di DSA, ma permette agli insegnanti e agli specialisti di osservare con maggiore attenzione l’evoluzione delle capacità del bambino.

Lettura, scrittura e calcolo: perché intervenire subito

Il progetto veronese si concentra sulle competenze fondamentali che vengono sviluppate nei primi anni della scuola primaria.

Le attività di osservazione iniziano già in prima elementare, quando gli insegnanti possono individuare eventuali difficoltà nell’apprendimento della lettura, della scrittura e delle abilità numeriche.

Il monitoraggio prosegue durante la seconda classe, consentendo di verificare se le fragilità iniziali si riducano attraverso interventi educativi mirati oppure richiedano ulteriori approfondimenti.

Questo approccio permette di anticipare di circa due anni il riconoscimento delle difficoltà rispetto a percorsi di individuazione più tardivi.

L’obiettivo non è attribuire precocemente un’etichetta diagnostica, ma offrire a ciascun alunno le condizioni più adatte per sviluppare le proprie competenze.

Tra i disturbi specifici dell’apprendimento rientrano la dislessia, che interessa la lettura, la disortografia e la disgrafia, legate a differenti aspetti della scrittura, e la discalculia, che riguarda le abilità numeriche e di calcolo.

Queste condizioni non coincidono con una ridotta intelligenza, ma riguardano specifiche modalità di elaborazione e acquisizione delle informazioni.

L’Ulss 9 richiama l’attenzione sul benessere psicologico

Accanto alle difficoltà didattiche, gli specialisti sottolineano l’importanza delle conseguenze emotive che possono emergere quando un bambino non riceve un sostegno adeguato.

Sabrina Fadel, responsabile dell’Unità operativa semplice Età Evolutiva dei distretti 1 e 2 dell’Ulss 9, evidenzia come il riconoscimento tempestivo delle fragilità permetta di limitare la fatica scolastica e tutelare il benessere degli alunni.

Quando le difficoltà vengono interpretate erroneamente come scarso impegno o mancanza di capacità, possono infatti svilupparsi sentimenti di inadeguatezza, frustrazione e perdita di fiducia nelle proprie possibilità.

La valutazione neuropsicologica consente invece di approfondire il funzionamento individuale, prendendo in esame aspetti come memoria, abilità cognitive e processi di apprendimento.

Su queste informazioni è possibile costruire strategie educative personalizzate e strumenti compensativi coerenti con le necessità dello studente.

L’assenza di interventi adeguati, soprattutto durante la scuola primaria, può favorire l’accumularsi delle difficoltà negli anni successivi, con possibili ripercussioni sulla motivazione, sull’autostima e sulle relazioni sociali.

Nei casi più complessi, queste situazioni possono contribuire anche al rischio di abbandono scolastico.

Scuola e famiglia, una collaborazione decisiva

Il ruolo degli insegnanti resta fondamentale nell’identificazione dei primi segnali di difficoltà.

Cristina Castagnetti, docente in pensione con una lunga esperienza come referente dei percorsi dedicati ai disturbi dell’apprendimento, sottolinea il valore dell’osservazione educativa durante l’ultimo anno della scuola dell’infanzia e il primo biennio delle elementari.

In questa fase, l’attenzione non deve concentrarsi esclusivamente sulle fragilità, ma anche sulle capacità e sui punti di forza di ogni bambino.

Spesso sono proprio gli insegnanti a riconoscere i primi segnali e a sperimentare modalità didattiche differenti, ancora prima dell’eventuale valutazione specialistica.

Altrettanto importante è il coinvolgimento delle famiglie, chiamate a collaborare con la scuola per costruire un ambiente capace di sostenere il percorso di crescita.

L’aumento delle certificazioni può essere collegato anche a una maggiore sensibilità e a strumenti di riconoscimento più efficaci, piuttosto che a un incremento effettivo dei disturbi.

La diffusione di informazioni corrette contribuisce inoltre a contrastare i pregiudizi che possono accompagnare condizioni come la dislessia.

Dalla scuola superiore all’università, cresce la continuità dei percorsi

Un elemento significativo emerge anche dalle richieste di rinnovo delle certificazioni.

Secondo quanto osservato dai servizi dell’Ulss 9, sempre più giovani richiedono l’aggiornamento della documentazione al termine della scuola secondaria superiore, in preparazione all’ingresso all’università.

Questo fenomeno mette in evidenza l’importanza di garantire continuità agli strumenti di supporto anche dopo la conclusione dell’istruzione obbligatoria.

Le esigenze di uno studente possono infatti modificarsi nel tempo, rendendo necessario aggiornare le strategie di apprendimento in relazione a programmi, carichi di studio e nuove modalità di valutazione.

Il percorso avviato a Verona attraverso Pre.Dis.A si inserisce quindi in un sistema più ampio di prevenzione e accompagnamento, che coinvolge bambini, famiglie, docenti e professionisti sanitari.

L’obiettivo è consentire agli studenti con difficoltà specifiche di sviluppare le proprie potenzialità, riducendo gli ostacoli che potrebbero incidere sul rendimento scolastico e sulla partecipazione alla vita educativa.

Redazione

Seguici su

Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

La Camera di Commercio di Verona ospiterà mercoledì 14 ottobre la nona edizione della Giornata...
rianimazione cardiopolmonare
Dal 12 al 18 ottobre 2026 torna la campagna dedicata alle manovre salvavita. In programma...
polizia locale
Amt3 intensifica la vigilanza sulle soste irregolari in diverse vie cittadine. Attenzione agli orari degli...

Altre notizie