Cani in ufficio, il Comune di Verona estende la Pet Policy

Dal 1° novembre 2026 dipendenti e collaboratori potranno portare il proprio cane nelle sedi comunali rispettando specifiche condizioni. Il modello nasce dalla sperimentazione avviata nei Musei Civici

cane in ufficio cena la pc

Dal prossimo 1° novembre 2026 i dipendenti e i collaboratori del Comune di Verona potranno portare il proprio cane sul luogo di lavoro. La Giunta comunale ha approvato la Pet Policy che disciplina modalità, requisiti e limiti per l’ingresso degli animali nelle strutture dell’ente, estendendo un’esperienza già sperimentata in alcuni ambienti comunali.

Il progetto era infatti partito nel 2023 all’interno dei Musei Civici e del Museo di Storia Naturale, ottenendo, secondo quanto riferito dall’amministrazione, riscontri positivi sia tra il personale sia da parte dell’utenza. Sulla base di quell’esperienza, la misura proposta dalla Direzione Risorse Umane viene ora allargata alle altre strutture del Comune.

L’obiettivo dichiarato è intervenire sul benessere organizzativo e sulla conciliazione tra vita privata e attività professionale, stabilendo allo stesso tempo una serie di regole per tutelare lavoratori, cittadini e animali.

Dove sarà possibile portare il cane

L’ingresso degli animali non sarà automatico né consentito indistintamente in ogni spazio comunale. I cani potranno essere presenti negli uffici nei quali non vengono svolte attività caratterizzate da un contatto diretto e costante con il pubblico.

L’accesso sarà possibile negli ambienti utilizzati da un solo dipendente. Negli uffici condivisi sarà invece necessario ottenere preventivamente il consenso formale di tutti i colleghi che occupano lo stesso spazio.

Restano escluse dalla Pet Policy diverse aree considerate incompatibili con la presenza degli animali. Tra queste figurano le aule didattiche, i laboratori, le sale destinate a conferenze e riunioni, le aree caffè e i servizi igienici.

Una disciplina differente riguarda i cani guida e quelli da assistenza, per i quali le limitazioni previste dalla nuova Pet Policy non trovano applicazione e che continueranno quindi a essere sempre ammessi.

Microchip, vaccinazioni e assicurazione obbligatoria

Per accedere alle sedi del Comune, il cane dovrà rispettare una serie di requisiti. L’animale dovrà avere almeno tre mesi di età ed essere regolarmente iscritto all’Anagrafe degli animali d’affezione, oltre a essere identificato tramite microchip.

Sarà inoltre necessario disporre del libretto sanitario ed essere in regola con vaccinazioni e trattamenti antiparassitari. Tra le condizioni stabilite compare anche una copertura assicurativa che comprenda gli eventuali danni causati a terzi.

Il regolamento interviene inoltre sulle modalità di gestione del cane negli ambienti di lavoro. Il guinzaglio utilizzato non potrà avere una lunghezza superiore a 150 centimetri.

Per gli animali con un peso superiore ai 25 chilogrammi è prevista un’ulteriore condizione: prima dell’ammissione dovranno essere sottoposti a una valutazione comportamentale, il cui costo resterà a carico del proprietario.

Autorizzazione da rinnovare ogni anno

Il dipendente interessato non potrà semplicemente presentarsi in ufficio accompagnato dall’animale. Per aderire alla Pet Policy dovrà inoltrare una richiesta al dirigente responsabile della propria sede lavorativa. Nel caso dei dirigenti, l’autorizzazione dovrà invece essere richiesta al direttore generale.

La procedura prevede anche la sottoscrizione di una dichiarazione di responsabilità, che dovrà essere rinnovata annualmente.

L’autorizzazione non sarà definitiva: potrà essere sospesa o revocata qualora vengano violate le condizioni stabilite, emergano problemi sanitari o di sicurezza oppure venga riscontrata un’incompatibilità tra il comportamento dell’animale e l’ambiente lavorativo.

La responsabilità resta al proprietario

Durante l’intera permanenza nella sede comunale, il proprietario sarà responsabile del comportamento, dell’igiene e del benessere del proprio cane. Dovrà quindi assicurarsi che la presenza dell’animale non provochi disturbo ai colleghi o ai visitatori e non determini danni a persone o cose.

La misura si collega anche al Regolamento comunale per la Tutela degli Animali e alla modifica della Costituzione approvata nel 2022 in materia di tutela degli animali. Nella documentazione che accompagna il provvedimento vengono inoltre richiamati studi sugli effetti che la presenza degli animali negli ambienti lavorativi può avere sulla riduzione dello stress, sull’attività fisica e sul clima organizzativo.

Il consigliere delegato alla Tutela e al Benessere degli animali Giuseppe Rea ha espresso soddisfazione per l’estensione della Pet Policy, sottolineando i possibili benefici sia per i cani, che possono evitare di trascorrere molte ore da soli, sia per i proprietari e per le relazioni tra colleghi.

Prima dell’approvazione, la proposta è stata presentata al Comitato di Direzione ed è stata inoltre affrontata, nel mese di aprile, con le organizzazioni sindacali dell’Area della Dirigenza e del Comparto Funzioni Locali.

Con l’entrata in vigore prevista per novembre, Verona porterà quindi su scala comunale il modello sperimentato a partire dal 2023 nei musei, introducendo regole comuni per conciliare la presenza dei cani con le esigenze di sicurezza, convivenza e funzionamento degli uffici pubblici.

Redazione

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