Un controllo effettuato dai carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Verona ha portato all’arresto di un giovane di 23 anni, accusato di possesso e fabbricazione di documenti d’identità falsi. L’intervento è avvenuto nella mattinata del 24 settembre, nell’ambito di un servizio di pattugliamento rafforzato predisposto lungo alcune delle principali arterie cittadine.
L’attenzione dei militari si è concentrata su un ragazzo che si trovava all’interno di un’area verde nei pressi di Ponte Aleardi, lungo le zone adiacenti all’Adige. Gli operatori hanno deciso di procedere con un controllo e gli hanno chiesto di esibire i documenti.
Il giovane ha quindi consegnato una carta d’identità apparentemente rilasciata dalle autorità romene. A un esame più approfondito, però, i carabinieri avrebbero riscontrato alcuni elementi ritenuti anomali e incompatibili con un documento autentico.
Gli accertamenti eseguiti successivamente hanno permesso di stabilire che la carta d’identità era contraffatta. Il documento era stato utilizzato dal 23enne, cittadino romeno nato in Moldavia, per attestare la propria identità e consentirgli di circolare all’interno dell’Unione europea senza la necessità di un permesso di soggiorno.
L’arresto e gli sviluppi giudiziari
Una volta informata la Procura della Repubblica di Verona, il giovane è stato arrestato dai militari dell’Arma. Il 23enne è stato quindi accompagnato nelle celle di sicurezza del comando provinciale, dove è rimasto in attesa dell’udienza per la convalida dell’arresto.
Il giorno successivo il giovane è comparso davanti al giudice del tribunale di Verona, come disposto dall’autorità giudiziaria. Nel corso dell’udienza, l’arresto è stato convalidato.
Per l’indagato è stata inoltre stabilita una misura cautelare con obbligo di presentazione periodica alla polizia giudiziaria. L’udienza è stata fissata per il mese di ottobre.
L’episodio si inserisce nei servizi di controllo predisposti dai carabinieri sulle principali vie cittadine e nelle aree considerate di particolare interesse sotto il profilo della sicurezza.
Resta in ogni caso valido il principio di presunzione di innocenza: il giovane è da considerarsi non colpevole fino a quando un’eventuale responsabilità non sarà accertata con una sentenza irrevocabile.
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